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Sindaco metropolitano, dalla Regione il 'No' all'elezione diretta

Saliera: 'Elezione diretta comporterebbe l'obbligo di smembrare il Comune capoluogo. In questi anni la Regione ha sempre favorito l'aggregazione di Comuni e non la nascita di nuovi Comuni'

Sull'elezione diretta del sindaco metropolitano di Bologna arriva anche il ''no'' della Regione Emilia-Romagna. "A legislazione esistente- osserva la vicepresidente Simonetta Saliera- l'elezione diretta comporterebbe l'obbligo di smembrare il Comune capoluogo. In questi anni (si vedano le fusioni come in Valsamoggia o le Unioni) la Regione ha sempre favorito l'aggregazione di Comuni e non la nascita di nuovi Comuni".

Pollice verso, dunque, allo smembramento del Comune di Bologna che aprirebbe la strada al voto diretto del super-sindaco. Ma non e'' questa l''unica indicazione che viene da viale Aldo Moro. "La città metropolitana, al di là degli aspetti organizzativi, deve ricordarsi che non puo' isolarsi rispetto al resto dell'Emilia-Romagna, ma anzi, essere il motore di sviluppo del nostro territorio provinciale e di riflesso di quello regionale". Insomma, gli amministratori bolognesi sono invitati a non chiudersi, a non interpretare il dibattito sulla nuova istituzione come qualcosa che riguarda solo loro.

Ma il suggerimento di Saliera è anche quello di scendere su un terreno il piu' possibile concreto. "La citta' metropolitana era attesa da oltre 20 anni. Finalmente il primo gennaio sarà realtà. È dunque, una grande occasione di crescita per il territorio bolognese, ma sarà'' tale davvero e non solo roba da convegni se semplificherà davvero la vita ai cittadini e non si limiterà a discorsi ''organizzativisti''. È necessario che ogni istituzione, in primo luogo i Comuni che hanno il governo della città metropolitana, insieme alla Regione riveda tutti i processi amministrativi e li renda molto piu' semplici".

Insomma, è il monito di Saliera, "serve concretezza e non solo teoria: avere le stesse norme su tributi, urbanistica, modalita'' di accesso a servizi e sportelli per i cittadini, eccetera su tutto il territorio metropolitano bolognese. Questo- sottolinea deve essere l''obiettivo e lo si puo' raggiungere. La Regione sta accompagnando e accompagnera'', la revisione delle norme necessaria a rendere possibile cio' chiarendo bene ''chi fa cosa'' all''interno delle pubbliche amministrazioni". Quanto alle funzioni che spetteranno al nuovo organismo, "la citta'' metropolitana eserciterà tutte le funzioni attualmente delegate dalla Regione alla Provincia, visto che in questi decenni la Regione Emilia-Romagna è quella che ha piu' decentrato l'attività amministrativa sul territorio (ovvero alle Province). Insieme valuteremo se sarà utile ragionare anche su nuove funzioni, ma si deve essere molto concreti: ogni scelta deve essere fatta tenendo sempre ben presente che l'obiettivo è l'efficacia e la qualità del servizi da offrire ai cittadini e al sistema delle imprese e per migliorare la cura del territorio". Non, insomma, equilibri di altro tipo. La vice di Vasco Errani sottolinea anche come oggi in tutta la Regione esistano ormai 43 Unioni di Comuni "che accorpano i servizi in modo da avere risparmi sui costi di gestione e liberare cosi'' risorse per i servizi alla persona, il sostegno alle imprese e al lavoro, alla cura del territorio".

(agenzia Dire)

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