Pari opportunità, l'assessore Zaccaria: "Accoglienza e tutela dei diritti, Bologna merita un voto alto"

L'INTERVISTA "Le discriminazioni che non vediamo sono le più numerose e quelle che spesso pregiudicano la salute psico-fisica delle persone. Chiunque viva sulla propria pelle una qualche forma di diversità subisce pregiudizi, atti di esclusione e veri e propri attacchi"

Susanna Zaccaria

Un bilancio di metà anno per l'assessora Susanna Zaccaria: il suo è un assessorato delicato, oltre agli affari generali, i servizi demografici e i quartieri, anche le pari opportunità e la lotta alla violenza su donne e minori. A lei abbiamo chiesto un bilancio sui primi sei mesi di questo 2019 con uno sguardo agli obiettivi che ha in lista per fine anno.

«In generale, per la seconda metà del mandato, l'obiettivo è quello di consolidare i progetti e le azioni programmate. Per quanto riguarda il mio assessorato, si tratta prima di tutto di rendere strutturali le azioni di tutela dei diritti nell'ambito del contrasto alla violenza di genere e alla tutela dei diritti LGBTQI. Rispetto alla violenza, ad esempio, è stata sostenuta l'apertura di una nuova casa rifugio per donne maltrattate che ha aumentato i posti letto disponibili in città per l'ospitalità, inaugurata lo scorso anno, che però ora deve entrare a far parte a tutti gli effetti dei servizi disponibili e avere garanzia di  sostenibilità futura. Stiamo lavorando per il rinnovo dell'accordo metropolitano con le associazioni del territorio che si occupano di contrasto alla violenza, accordo che ne garantirà le risorse per i prossimi anni. Per quanto riguarda i diritti LGBTQI, il patto di collaborazione sottoscritto con le associazioni ha visto concludersi alcuni dei progetti inizialmente presentati (il patto è stato sottoscritto nel 2017 e vedeva inizialmente 54 progetti) e l'inizio di nuove azioni per un totale di progetti in essere che supera i 50 e che vede l'esistenza di servizi alla persona in ambito sanitario, legale, culturale, sportivo, educativo per il contrasto ad ogni forma di omolesbotransfobia».

«Altrettanto importante è il Piano di Azione Locale con approccio sui diritti umani che abbiamo messo in campo per la tutela dei diritti dei nuovi cittadini e che si basa su tre assi: benessere, partecipazione, non discriminazione. Dalla fine del 2018 e per la prima parte del 2019, sono stati svolti, tra le altre azioni, corsi in tutti i 6 quartieri della città rivolti al personale degli URP, dei SEST e degli uffici reti, personale che ogni giorno affronta direttamente la complessità di una società multiculturale. L'obiettivo è stato duplice: fornire strumenti al personale per affrontare tale complessità e, conseguentemente, far sì che per i nuovi cittadini fosse più facile accedere ai servizi.

Altra azione che mi piace riferire sono i corsi di italiano per le mamme che hanno avuto molto successo e che, oltre ad imparare la lingua, hanno l'obiettivo di migliorare la comprensione dei servizi disponibili, in particolare quelli educativi e scolastici».

L'intervista a Susanna Zaccaria: 

Diritti, uguaglianza, lotta alla violenza di genere: che voto da alla nostra città? Come ci posizioniamo secondo lei in termini di accoglienza? Ci sono delle eccellenze di cui va particolarmente orgogliosa?

«In tema di accoglienza la nostra città merita un voto alto. Non solo perchè l'Amministrazione mette in campo ormai da molti anni azioni di tutela dei diritti, ma perchè il privato sociale è davvero molto attivo e fornisce servizi che integrano ampiamente quelli forniti dall'Amministrazione stessa. Negli ultimi anni abbiamo potenziato la rete cittadina sia in materia di contrasto alla violenza di genere che per la tutela della comunità LGBTQI. L'accoglienza e il sostegno sono una vera e propria tradizione e lo si è visto quando, in occasione della chiusura temporanea dell'Hub di via Mattei, i cittadini e le cittadine sono scesi in strada per evitare che i migranti venissero portati via. Fino a quel momento avevamo purtroppo solo visto in altre città le persone scendere in strada per non farli arrivare. Di questo vado molto orgogliosa».

Qual è, da assessore, la responsabilità che sente di più? 

«La tutela dei diritti è un tema molto delicato. L'idea che se ne ha rispetto ad altri temi è che sia qualcosa di lontano dalla vita reale delle persone, invece non è così. La responsabilità che sento di più è la consapevolezza che le azioni e i progetti che realizziamo incidano veramente sulla vita di alcune persone, in alcuni casi cambiandola drasticamente, dando loro la possibilità di uscire da condizioni difficili, a volte anche di pericolo. Purtroppo, molte persone oggi, nel clima di odio e intolleranza che vediamo continuamente in crescita, pensano che riconoscere diritti ad altri limiti i propri e questo per me è inconcepibile».

Le discriminazioni che non vediamo, quelle invisibili: chi sono i soggetti più a rischio e in quali modalità vengono perpetrate tali discriminazioni? Quali i pregiudizi più pericolosi? 

«Le discriminazioni che non vediamo sono anche le più numerose e sono quelle che molto spesso pregiudicano la salute psico-fisica delle persone. Oggi, chiunque viva sulla propria pelle una qualche forma di diversità subisce pregiudizi, atti di esclusione e veri e propri attacchi. E non mi riferisco solo agli atti più gravi ed eclatanti, che purtroppo si verificano anche sul nostro territorio nonostante tutte le attività svolte – mi viene in mente l'aggressione a due ragazzi omosessuali ad opera di un gruppo di minorenni fuori da un locale a Corticella qualche mese fa mentre fumavano tranquillamente una sigaretta e senza che nessuno degli adulti presenti sia intervenuto per fermare l'aggressione – ma piuttosto a tutti quei comportamenti negativi e di rifiuto che le persone subiscono ogni giorno. A fronte di un'intolleranza generale, assistiamo ad una recrudescenza di comportamenti sessisti e misogini che vediamo nei commenti sui social ma anche nella vita quotidiana, con una svalutazione della figura femminile che sembra farci fare dei passi indietro di decenni. Questi comportamenti, ad esempio nei confronti delle persone LGBTQI, rientrano nel termine omotransnegatività, che però viene contestato dicendo che bisogna essere liberi di poter avere un atteggiamento negativo in nome della libertà di pensiero. Io invece dico che chi ha questo tipo di atteggiamento è omofobo e non ci sono giustificazioni che tengano». 

Una delle sue deleghe è quella per i diritti e il benessere degli animali: su che cosa l'amministrazione pubblica sta lavorando? Ci sono dei fondi per sostenere le strutture come i canili e i gattili? Tempo di vacanze, un appello al rispetto degli animali?

«Quest'anno il bando per la gestione del canile/gattile comunale è stato vinto dall'associazione Tdb con cui abbiamo instaurato un'ottima collaborazione perchè fatta da persone che uniscono alla passione per gli animali un'alta professionalità. Grazie alle loro competenze il canile/gattile è stato fortemente migliorato rispetto al passato e vengono svolte all'interno anche numerose iniziative per la cittadinanza che mirano ad una migliore conoscenza del rapporto uomo/animale e ad un migliore accudimento. Inoltre, stiamo sottoscrivendo un protocollo con la Prefettura per la gestione di alcuni fondi messi a disposizione dal Ministero dell'Interno che verranno destinati a corsi rivolti alla cittadinanza in merito alla gestione di cani "aggressivi",o meglio di difficile gestione in  merito a loro particolarità che possono essere relative alla razza o alla loro storia pregressa. Questo tema ci occupa molto perchè al canile comunale sono presenti molti cani per cui è stata fatta rinuncia di proprietà o oggetto di sequestri proprio per la difficoltà della loro gestione. Questi cani sono difficili da affidare nuovamente e, anche all'interno del canile, spesso non possono essere messi nei box con altri cani, con evidente difficoltà di gestione degli spazi per i gestori. Vorremmo quindi prevenire la rinuncia di proprietà fornendo sostegno a chi è in difficoltà o aiutando chi invece pensa di essere disponibile a prendere un cane con queste caratteristiche. I corso inizieranno in autunno.

Per quanto riguarda l'abbandono, comportamento gravissimo che costituisce un reato, è appena partita anche per quest'anno la campagna di contrasto "Non mi abbandonare. Mi fido di te" con cui vogliamo sensibilizzare le persone a non abbandonare, ricordando che esiste la possibilità di rinunciare alla proprietà dell'animale evitando di lasciarlo in strada. Forniamo anche tutti i consigli e i numeri utili per chi dovesse trovare un animale abbandonato o ferito»

Bologna è senza dubbio una città gay-friendly e anche quest'anno il Pride (nonostante la tempesta di grandine) è stato una parata partecipata dall'intera cittadinanza...perchè è importante portare la bandiera con l'arcobaleno? 

«Quest'anno il Pride di Bologna si è davvero distinto per la forza e la volontà dei partecipanti di essere presenti nonostante la tempesta, che ho vissuto in prima persona, chicchi di grandine giganti compresi. Sono rimasta davvero colpita che le persone siano rimaste nonostante tutto e che, appena terminata la pioggia, il corteo sia partito come nulla fosse, festante e pieno del giusto orgoglio. La bandiera arcobaleno è un simbolo di libertà e rispetto, cose di cui purtroppo non tutte le persone ancora oggi possono godere liberamente. Oggi più che mai è necessario partecipare ai Pride, indipendemente dal proprio orientamento sessuale, per ribadire la necessità del rispetto dei diritti di ogni persona».
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