rotate-mobile
Martedì, 25 Giugno 2024
Politica

Terzo mandato? Bonaccini non si sbilancia: "Si valuterà se sono ancora utile e come"

Ormai le ipotesi si rincorrono, ma il presidente si rimette al partito e alla coalizione

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, non si sbilancia su un possibile suo terzo mandato: "Sono parte in causa, non è bello parlare di se stessi, Ho sempre fatto quello che insieme ad altri si è ritenuto fosse utile" ha detto oggi.

Nel frattempo, una eventuale terza elezione in viale Aldo Moro nel 2025, incassato il favore di Pierferdinando Casini e del governatore della Toscana, Eugenio Giani, oggi in visita a Bologna, per una intesa tra le due Regioni su vari temi, tra cui la sanità. 

Prima delle elezioni del 2020 "tutti pensavano andassi in Europa, perché qui c'erano previsioni di sconfitta, e invece sono rimasto qui, anche per dare una mano in questo senso e per fortuna siamo riusciti tutti insieme a vincere - ricorda il presidente dell'Emilia-Romagna. Col Pd e il centrosinistra si valuterà se Stefano Bonaccini è ancora utile in qualche ruolo e in qualche luogo. Adesso - assicura - la mia testa è tutta impegnata su questo tema dell'alluvione". Nell'indagine di luglio dell’istituto demoscopico Noto Sondaggi per il Sole 24 Ore, Bonaccini si è piazzato al primo posto.

Giani: "Continuità amministrativa per le grandi opere"

"Al di là di Bonaccini", ha detto Giani "e lo dico con totale disinteresse visto che io sono ancora a metà del primo mandato" occorre "avere una prospettiva a lungo termine consenta una continuità amministrativa, che è l'ingrediente per fare le cose in Italia. Spesso le grandi opere non sono state realizzate semplicemente perché nel passaggio tra mandati diversi scatta un meccanismo, al di là delle persone, per cui il successore vuol far qualcosa di nuovo. Nel mezzo ci rimangono i cittadini che si trovano le opere a mezzo o rallentate". Dunque sarebbe una operazione "di buon senso" garantire questa continuità. 

L'asse con la Toscana

Sanità, innovazione, turismo, cultura, sport, economia e infrastrutture. Sono le linee di lavoro individuate dalle Regioni Emilia-Romagna e Toscana per un accordo di cooperazione che sarà definito e firmato nelle prossime settimane.

L’intesa serve a definire alcuni ambiti di lavoro comune su cui le due Regioni sono già impegnate, implementando in modo più coordinato politiche e scelte al servizio delle comunità. In particolare, il protocollo definirà la collaborazione sulla sanità. Naturalmente è stata condivisa la necessità di un forte impegno per la salvaguardia del sistema pubblico – che è da sempre tratto distintivo dei due servizi sanitari regionali – e la vertenza in corso col Governo per il rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale; Toscana ed Emilia-Romagna hanno intrapreso la strada di una proposta di legge, da trasmettere al Parlamento, per aumentare le risorse del Fondo – portando la spesa sanitaria al 7,5% in rapporto al Pil – e superare i vincoli di spesa del personale sanitario.

E ancora, il posizionamento strategico delle due Regioni in Italia e in Europa, anche rispetto ai programmi europei in corso, negli ambiti della ricerca, delle politiche industriali e della formazione, del lavoro. Infine, il protocollo rafforzerà la collaborazione su turismo, parchi e qualità ambientale, cultura e innovazione e digitale; su questo fronte è già in dirittura d’arrivo un protocollo specifico per la transizione digitale delle aree di confine, con un impegno comune per la connettività e l’estensione della banda ultra-larga per la montagna, per arrivare ai sistemi regionali di cloud, alla conservazione documentale e all’analisi dei dati. Senza dimenticare lo sport che il prossimo anno vedrà le due regioni coinvolte nella prima storica partenza in Italia del Tour de France.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Terzo mandato? Bonaccini non si sbilancia: "Si valuterà se sono ancora utile e come"

BolognaToday è in caricamento