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Immagine campo via Stalingrado

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Merola chiude il campo di Via Erbosa, Lega: "Ecco perchè il problema è triplicato"

L'opposizione attacca: "Triplicheranno le aree e per quanto riguarda le utenze come già accade in un'altra area cittadina, anche se intestate a loro, verranno poi coperte dal Comune se non pagate"

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, chiude il campo di via Erbosa, ma la Lega non applaude. Anzi. Lucia Borgonzoni, leader bolognese del Carroccio, accusa: "la moltiplicazione delle aree sosta nomadi in città è in atto, invece che sanare il problema, con 405.000 euro lo si triplica. Ed è solo l'inizio".

Il riferimento è alle micro-aree previste dalla legge regionale, contestate sin dall'inizio dalla Lega. "Merola e compagnia - attacca Borgonzoni - è inutile che ci raccontino che chiuderanno l'area sosta di via Erbosa, perchè non è proprio così. Triplicheranno le aree e per quanto riguarda le utenze come già accade in un'altra area cittadina, anche se intestate a loro, verranno poi coperte dal Comune se non pagate".

Nessun passo avanti, insomma, ma tre indietro. "Non posso credere che persone dotate di raziocinio - afferma la leghista - credano veramente che le nuove microaree non si trasformino in brevissimo tempo in macroaree, così da aumentare i problemi sul territorio. E' inaudito sentire, davanti alla crisi economica che attanaglia tantissimi bolognesi, che a queste famiglie sinti - favorite dall'essere sinti, rispetto ai restanti cittadini - verranno proposte ''soluzione abitative'' che loro vaglieranno".

Quelle soluzioni abitative "che mancano a tanti nostri concittadini abbandonati a loro stessi, che vivono in macchina o di stenti a causa anche delle politiche sbagliate messe in atto dal Pd locale e non solo". Poco però, secondo Borgonzoni, "c'era da aspettarsi da un sindaco la cui agenda tra i primi punti non ha visto le nuove povertà, ma l'assunzione di un mega staff comunicazione".

Per Galeazzo Bignami, capogruppo di Forza Italia in Regione, la chiusura del campo nomadi di via Erbosa va iscritta sotto la voce "solita propaganda della sinistra buonista". Del resto da consigliere regionale Bignami aveva avversato la legge regionale applicata dal sindaco Virginio Merola con la misura annunciata oggi.

"Le temute microaree per rom e sinti stanno per arrivare. Frutto di una legge regionale che, ancora una volta, crea disparità di trattamento tra italiani e finti nomadi (che pure italiani sono) - afferma Bignami - A Bologna saranno investiti 405.000 euro (di cui 85.000 coperti dal Comune e il restante dalla Regione) per le microaree: somme importanti che si vanno ad aggiungere ai milioni di euro spesi solo negli ultimi dieci anni per questa finta integrazione. Adesso che si è legiferato ad hoc per poco meno di 3.000 persone in tutta la Regione, nasceranno a Bologna tre microaree di 1.125 metri quadrati. Ad alcune famiglie sarà offerta una sorta di corsia preferenziale verso un alloggio Erp (quando ci risulta che ci sono italiani da anni in attesa di un alloggio popolare...)".

Allo stesso tempo "si cerca di rassicurare la popolazione sostenendo che queste persone pagheranno il canone di locazione dell'area assegnata e le utenze". Il canone, tuttavia, sara'' rapportato alla loro capacità contributiva". Dunque, "non cambiera'' assolutamente nulla, semplicemente abbiamo frammentato un campo rom in tre campi più piccoli, in deroga alle norme urbanistiche e a quelle che regolano gli aiuti sociali per gli italiani", tira le somme il forzista. Infine, "non vorremmo che l'ennesima bomba sociale a orologeria fosse come al solito presentata da questa sinistra come la più grande soluzione all'annoso problema di integrazione dei sinti in città", conclude l'azzurro.

(fonte DIRE)

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