Politica Zona Universitaria

Zona universitaria, Clancy rilancia il 'sindaco della notte': "No alla retorica per cui il disagio si chiama solo degrado"

La consigliera a inizio mandato ha incontrato Ella Overkleeft dello staff del primo "Nachtburgemeester", Mirik Milan: "Prendere in carico e amministrare la vita notturna"

"Because the night belongs to... Everyone". Così, parafrasando la nota canzone di Patti Smith, la consigliera comunale di Coalizione Civica, Emily Clancy che sulla gestione delle piazze e della zona universitaria, che torna a "occupare il dibattito elettorale. Sei anni fa nel programma di Coalizione Civica Bologna potevate trovare anche la proposta dell’istituzione di una Sindaca o Sindaco della Notte" scrive in una nota diffusa sui social.

Per Clancy si sta assistendo a una "litania di slogan e una retorica securitaria che confonde l’amministrazione - cittadina e universitaria - con le forze preposte alla gestione della sicurezza e che non risolve nessuno dei problemi che caratterizzano la notte in zona universitaria e in città, né valorizza le sue opportunità". 

La consigliera racconta che a inizio mandato era andata ad Amsterdam per incontrare Ella Overkleeft dello staff del primo "Nachtburgemeester", Mirik Milan. È un concetto tanto rivoluzionario quanto semplice: dare dignità alla vita notturna di una città, prenderla in carico e amministrarla in modo da creare un’armonia nello spazio pubblico. Nelle città in cui esiste questa figura - che sia una figura eletta, una delega specifica di un assessorato, una Night Mayor o Czar come Amy Lamé,  nominata dal Sindaco Sadiq Khan a Londra - è stata vitale per creare politiche virtuose di gestione dello spazio pubblico notturno".

Mi rifiuto di accettare questa retorica per cui il disagio si chiama solo “degrado”, la presenza di persone “movida” o “assembramento”, il “decoro” è l’unico obiettivo da perseguire, anziché il benessere di una comunità tutta.

Quindi, riempire i luoghi di cultura "aiutando a prevenire la chiusura di presidi sociali e culturali in difficoltà, lavorando a politiche di riduzione del danno, prevenzione, informazione e uso consapevole delle sostanze stupefacenti, avviando campagne per una sessualità sicura e protocolli con le forze dell’ordine per prevenire molestie. Migliorando il trasporto pubblico notturno, ragionando sulla polifunzionalità degli spazi o sui regolamenti orari per tutelare il diritto al riposo dei residenti e delle residenti. Tutto questo - spiega Clancy - grazie alla capacità di istituire una figura che dialogasse con tutte e tutti i city user che vivono la città: residenti, esercenti, studenti e studentesse".

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Per CoalizioneCivica "è una discussione che ha un respiro europeo, quello che serve per la nostra Bologna, città universitaria che troppo spesso si trova a fare una discussione ferma agli anni ’90, come avviene in questi giorni su Piazza Verdi" e ricorda l’inchiesta “Memorie di uno spazio pubblico" di Elisa Castelli, Giuseppe Scandurra, Leonardo Tancredi e Alessandro Tolomelli o i tanti documenti di riflessione che mi è capitato di leggere in questi anni elaborati dalle organizzazioni studentesche e dagli spazi sociali. Usiamoli - esorta Clancy - mi rifiuto di accettare questa retorica per cui il disagio si chiama solo “degrado”, la presenza di persone “movida” o “assembramento”, il “decoro” è l’unico obiettivo da perseguire, anziché il benessere di una comunità tutta". 

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"Come abbiamo osteggiato soluzioni securitarie come fogli di via e daspo urbani - continua la consigliera comunale - ritengo inconcepibile il daspo studentesco e la proposta di Isabella Conti - prontamente rivendicata da Fratelli D’Italia - di chiedere all’Università di espellere gli studenti e le studentesse che commettono infrazioni o reati fuori dalle mura dell’Università. Anziché risolvere i problemi si vogliono sempre spostare un po’ più in là. Not in our name. Non torniamo ai soliti slogan tirati fuori a ogni scadenza elettorale. Parliamo della gestione dello spazio pubblico, non della sua militarizzazione, con tutti i soggetti che lo attraversano. I tempi sono più che maturi". 

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