rotate-mobile
Lunedì, 27 Maggio 2024
Salute

Disturbi alimentari in crescita del 30% dopo il Covid, ne soffre un ragazzo su 10

Bimbo Tu ha organizzato una mattinata per riflettere sul tema al Modernissimo e il programma e la App 'Riguardati'. Anche la realtà virtuale affianca la terapia psico-nutrizionale nelle cure

QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE WHATSAPP DI BOLOGNATODAY

In Italia un ragazzo su 10 soffre di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA). Sono causati da fattori genetici, biologici e psicologici: colpiscono bambini e adolescenti e costituiscono la prima causa di morte, dopo gli incidenti stradali, per la fascia di età 10 - 17 anni. E dopo la pandemia i casi in Emilia-Romagna sono aumentati di circa il 30%.

Un’emergenza silenziosa, che si è aggravata durante la pandemia e che troppo spesso rischia di passare in sordina. Per questo Bimbo Tu, in collaborazione con Cineteca, Bologna Welcome, Università di Bologna, Comune di Bologna, ha promosso l’evento B.Great, “Intelligenza Alimentare”, una mattinata al cinema Modernissimo per dialogare e riflettere sul male che affligge una larga percentuale di giovani in età evolutiva. Una riflessione corale, che ha coinvolto tutti: cittadini, genitori e ragazzi, medici, giornalisti, insegnanti e psicologi per intervenire concretamente e invertire la rotta.

“È significativo e preoccupante il fatto che nel post-pandemia un numero crescente di ragazzi in Italia soffra di Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DNA), con conseguenze anche fatali”, sottolinea la Professoressa Antonia Parmeggiani, Neuropsichiatra Infantile, Docente dell’Università di Bologna, Direttrice del Centro Regionale per i Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione, che sottolinea come “la fascia di età dei pazienti si sta abbassando sempre di più”.

“Ci sono dei messaggi positivi, ma spesso non bastano – prosegue Parmeggiani – perché è una patologia molto complessa che coinvolge tutta la realtà del paziente, la famiglia, la cultura, le abitudini. Dovremo lavorare in maniera intensiva noi operatori, ma anche la scuola, lo sport, perché è una patologia seria, che può anche esordire in maniera molto larvata e poi esplodere”.

Il progetto e la App ‘Riguardati’

Tra le nuove terapie c’è anche il progetto e l’App ‘Riguardati’ che Bimbo Tu ha messo in piedi con il Centro Regionale per i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, che permette, attraverso la realtà virtuale, di visualizzare i cambiamenti del corpo se si prende o se si perde peso. “Può essere utilizzato insieme alla terapia psiconutrizionale”, spiega la direttrice generale di Bimbo Tu, Cora Querzè. “Da oggi Bimbo Tu apre una stagione di attività di sensibilizzazione che affiancano il supporto attivo in ospedale, nostra mission dal 2007 –aggiunge - . Crediamo fortemente che diffondere una cultura di informazione e sensibilizzazione circa il tema dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione sia la chiave affinché cittadinanza e istituzioni prendano coscienza del problema e si attivino a riguardo facendo rete, attraverso il dialogo tra tutti gli attori coinvolti”. Quello al Modernissimo è stato un momento di sensibilizzazione rispetto al tema a cui sarà dedicata la grande cena del 1 giugno in via Rizzoli, che quest'anno vedrà partecipare oltre mille persone. L'iniziativa servirà proprio per raccogliere fondi per il Centro Regionale per i Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione dell'Irccs Istituto scienze Neurologiche di Bologna, diretto dalla Professoressa Parmeggiani.

Il film ‘Maledimiele’ di Marco Pozzi

 La riflessione è partita dal film ‘Maledimiele’ di Marco Pozzi, che “è incentrato sulla storia di Sara, un’adolescente di quindici anni che precipita, in modo lento ma inesorabile, nell’abisso dell’anoressia – spiega il regista - . Nel film il punto di vista della protagonista coincide con quello dello spettatore.  In questo modo Sara accompagna lo spettatore nei meandri della malattia, senza alcun compiacimento voyeuristico. Mi interessava la dimensione mentale della malattia, non il corpo che si scarnifica”. “Maledimiele – prosegue – è un film sul senso e l’importanza del vedere davvero quello che si guarda. Mai come oggi è così importante andare oltre il limite fisico e comprendere davvero il mondo”.

Il racconto di Claudia

Sul palco è salita anche Claudia Vavassori, ex paziente, che ha combattuto per 5 anni contro un disturbo alimentare che ha “fortemente influenzato e complicato rapporti e relazioni”. Dopo un lungo percorso, Claudia è riuscita a realizzare il suo sogno: dopo il diploma ha studiato cinema a Bologna e oggi lavora nel settore. “Sono un tecnico di macchina da presa e amo il mio lavoro – racconta - .  Il mio passato me lo porto dentro con dignità, non lo allontano più, è parte di me, lo accolgo con orgoglio perché se oggi sono qua a parlarvene è perché spero che attraverso la mia testimonianza possa dare speranza a chi oggi soffre e fatica a trovare la luce”.

La comunità come un ‘tappeto elastico’

Non tutte le esperienze, però, si concludono come quella di Claudia. E la guardia deve restare alta, spiega Roberta Toschi, Presidente della quinta Commissione consiliare salute, welfare, politiche per le famiglie, la comunità e delle fragilità. “Quello che è assolutamente necessario, indispensabile e a questo punto urgente è la creazione di una rete che non sia solo sanitaria e sociale ma deve essere civile, politica – dice – perché i casi in aumento ci stanno manifestando un fortissimo disagio dei nostri giovani, che sono patrimonio della comunità. È quindi compito della comunità tutta muoversi e raccordarsi per creare una sorta di tappeto elastico dove i nostri giovani possano atterrare ma non cadere”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Disturbi alimentari in crescita del 30% dopo il Covid, ne soffre un ragazzo su 10

BolognaToday è in caricamento