Venerdì, 19 Luglio 2024
Salute

Al via UmanizzARTE

Nasce a Bologna la Rete cittadina per l’Umanizzazione, che unisce soggetti del mondo delle arti e della sanità per valorizzare le esperienze in corso, sperimentare e costruire una cornice metodologica condivisa per portare i linguaggi artistici dentro ai luoghi di cura

Opere d’arte sulle pareti degli ospedali, poesie e letture in sala di attesa, musicisti in reparto: Bologna ha una ampia e virtuosa tradizione di esperienze che utilizzano i linguaggi artistici per quella che viene abitualmente chiamata “umanizzazione”, quell’insieme di attenzioni agli spazi e alle relazioni che nelle strutture sanitarie contribuiscono a rimettere al centro l’utente, i suoi familiari, la sua storia complessiva e non solo quella medica, le sue necessità di benessere e di confort, di bellezza e di arte. A partire da questa ricchezza cittadina è partito negli scorsi giorni UmanizzARTE, un progetto di ricerca azione finalizzato ad attivare una innovazione sistemica dei servizi sanitari territoriali proprio in ottica di umanizzazione, contrasto alle fragilità e welfare culturale e migliorare la qualità percepita dei servizi in particolare in relazione alla dimensione dell’umanizzazione, utilizzando le arti e i linguaggi comunicativi in senso lato. Il progetto è promosso dal Centro Antartide di Bologna in partnership con l’Azienda USL di Bologna, il Comune di Bologna e Alma Mater Studiorum Università di Bologna, e si sviluppa grazie a un contributo della Fondazione CarisBo. 

Nell’incontro di avvio i partner promotori hanno istituito una Cabina di Regia cittadina per l’Umanizzazione, coinvolgendo le tante realtà da tempo attive nel portare arte, svago e sollievo negli spazi sanitari o disponibili a mettersi in gioco in questo senso: Legg’io e Malippo per le letture, Archivio Zeta e Artesalute per il teatro, Biblios, Cinevasioni, Collegium Musicum e la Scuola Popolare di Musica Ivan Illich per la musica, Atelier Sospeso, Circolo Ravone, Tempo e Diaframma e Terzo Tropico per la fotografia, Paciu Maison, Bimbo tu, Infermieristica Teatrale e non solo, a rappresentare una Bologna estremamente attenta ed effervescente in questo senso. La condivisione di esperienze esistenti infatti è il primo step del progetto e il reciproco racconto ha contribuito ad avviare un confronto sulle diverse dimensioni dell’arte in corsia, da quella decorativa a quella esperienziale, da quella di svago a quella di vera e propria cura e terapia. Sottolineando anche il tema dei benefici sulle comunità di operatori sanitari in questo momento che liv ede in situazione di particolare stress e sofferenza.

Il progetto in parallelo ha avviato un’azione di benchmarking di esperienze anche nazionali e internazionali su questi temi che possano fare da riferimento e ispirazione: l’azione locale invece partirà da una fase di studio dei bisogni in diversi reparti/spazi di attesa/servizi/settori dell’Azienda USL di Bologna (Case della Comunità, reparti di degenza, terapie intensive, aree ambulatoriali, rianimazione, trauma center) volta a rilevare le necessità in materia di umanizzazione includendo i punti di vista di tutte le comunità coinvolte (a partire da utenti e operatori). A partire da questa analisi sarà effettuata una individuazione di un match di strategie di umanizzazione che si avvarranno di strumenti culturali e linguaggi comunicativi in senso ampio (musica, poesia, fotografia, arti visive, ecc) e di attività volte a favorire l’aspetto di relazione dell'umanizzazione che agiscano andando a rispondere ai bisogni individuati (dolore, ansia, noia, accoglienza, spaesamento) e da questa strategia saranno, nell’arco del progetto, avviati e sperimentati 3 progetti pilota in diversi settori con il coinvolgimento di soggetti qualificati cittadini del mondo delle arti e della cultura: le sperimentazioni saranno oggetto di una valutazione di impatto ed efficacia dedicata (che terrà conto dei punti di vista di pazienti, cittadini, caregiver, personale sanitario) nei diversi setting, in ottica di continuità e replicabilità. 

Attraverso le fasi di analisi e le azioni pilota, l’obiettivo del progetto è di arrivare a condividere una metodologia per attivare e sviluppare le azioni di umanizzazione attraverso i linguaggi artistici nei luoghi di cura cittadini, uscendo da una dinamica spesso spontanea o legata alle sensibilità individuali, e creando, attraverso un documento finale di orientamento per le iniziative di umanizzazione e alcuni seminari formativi, una cornice metodologica condivisa che possa migliorare l’efficacia, la diffusione e la connessione delle esperienze in questo campo.

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