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"L'Alzheimer è una pandemia silenziosa", la Fondazione unisce le forze | VIDEO

Nasce la Fondazione Maratona Alzheimer: "In Italia ci sono oltre un milione di persone che vivono con una demenza o con Alzheimer"

 

"La più ampia comunità di disabili in Italia merita un'attenzione diversa". Parte da questa convinzione l'idea che ha portato alla nascita della Fondazione Maratona Alzheimer, a spiegare le motivazioni dell'iniziativa è il presidente della Fondazione, Stefano Montalti, che guida le associazioni Amici di casa insieme e AlzheimEr ed è l'ideatore della Maratona Alzheimer, che quest'anno tocca il traguardo della nona edizione.

"Abbiamo sentito l'utilità e la necessità di dare una risposta diversa nell'ambito di un mondo così frammentato come quello di chi si occupa e preoccupa di queste persone", sottolinea in conferenza stampa Montalti. Da qui la decisione di creare una "struttura aperta", aggiunge il presidente, per coinvolgere "diverse tipologie di soggetti: associazioni, fondazioni, enti di origine diversa e non è esclusa neanche l'adesione di enti pubblici se lo decidessero, persone e aziende".

L'obiettivo è unire le forze, dunque, di fronte a una problematica molto diffusa: "Sono oltre un milione - si legge nella presentazione della Fondazione - le persone che vivono con una demenza o con Alzheimer in Italia: su di loro spesso pesa lo stigma di una malattia che inibisce il ricordo e la capacità di relazionarsi secondo i canoni tradizionali". Ma dietro alla diagnosi "restano le persone, il loro mondo, la loro dignità. Fa paura - continua la nota - il loro progressivo smarrimento, ma non possiamo ignorare la loro vita, la loro capacità di sentire e di provare emozioni: è necessario fare in modo che si favoriscano il mantenimento delle autonomie residue cognitive, relazionali e manuali, così come l'autostima e il benessere. Un carico che ancora troppo spesso è unicamente affrontato dalla famiglia".

Un quadro che si è fatto ancora più complesso durante l'emergenza Covid-19, sottolinea Montalti, tanto che in questo "periodo di isolamento assoluto" tra le persone affette da Alzheimer ci sono stati anche "decessi per mancanza di relazioni".

Un motivo in più per sottolineare "la grande utilità di tutte le inizative che cercano di includere più associazioni e persone su una malattia che è anch'essa pandemica", mette in evidenza l'assessore alla Sanità del Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi.

"I numeri del'Alzheimer nel mondo e in Italia sono uguali a quelli di una pandemia, solo che questa è più silenzosa", aggiunge Barigazzi, sottolineando che "il decadimento cognitivo impone una sfida paricolare non solo ai nostri servizi ma anche a tutta la comunità".

Mettere insieme le forze "è l'unica strada possibile, perché da soli non si va da nessuna parte", avverte Manuela Berardinelli, presidente di Alzheimer uniti Italia, aggiungendo però che poi "la politica deve fare la propria parte": cioè "deve fare le scelte ma non può farle senza includere il terzo settore e chi vive in prima linea". Obiettivo della Fondazione sarà anche quello di "proporre quelli che nella scienza vengono chiamati progetti ad alto rischio", segnala Laura Calza', direttrice scientifica della Fondazione Iret: progetti cioè che nascono da "idee un po' visionarie" ma possono risultare decisivi. Va sottolineato "il coraggio di parlare di un argomento come la demenza in un momento in cui si parla solo di Covid", afferma Marco Trabucchi, presidente dell'Associazione italiana di psicogeriatria e vicepresidente dell'Alzheimer Fest. (Dire)

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