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Coronavirus, la Regione: "Attenzione e prevenzione, ma non c'è allarme"

Al momento sono stati analizzati quattro casi di influenza. Il deputato del Pd Luca Rizzo Nervo oggi ha partecipato alla Camera all'informativa urgente

 

La Regione Emilia-Romagna ha messo in piedi un'unità di crisi per monitorare il virus e, se necessario, contrastarlo. La Regione ha scritto ai direttori generali e sanitari delle Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna ai direttori dei dipartimenti di sanità, trasmettendo le ultime informazioni aggiornate dal ministero della Salute. Nella circolare si indicano i criteri per la "definizione di caso per la segnalazione", le modalità per la "diagnosi molecolare" e le raccomandazioni per la "raccolta dei campioni clinici".

Al momento in Emilia-Romagna non ci sono casi di coronavirus. "Siamo attenti e attrezzati, ma non allarmati". Fanno sapere da viale Aldo Moro. Questa mattina si è riunita l'unità di crisi per fare il punto della situazione. Chi non presenta sintomi "non sarà messo in quarantena". Inoltre è stato individuato il laboratorio di riferimento regionale, che sarà la microbiologia del Policlinico Sant'Orsola di Bologna, già oggi centro di emergenza regionale per le infezioni, attivo sette giorni su sette e in grado di eseguire i test in poche ore per verificare la presenza o meno del virus.

Ad oggi, nell'arco di una settimana, sono stati analizzati quattro casi a livello regionale, tutti rivelatisi semplici influenze, su persone rientrate dalla Cina. Inoltre, delle 700 telefonate al numero verde del ministero (1500) solo una al momento ha interessato l'Emilia-Romagna. A fare il punto, oggi in conferenza stampa, è Licia Petropulacos, direttrice della Sanità in Regione, insieme ad Adriana Giannini, responsabile del servizio prevenzione collettiva di viale Aldo Moro, oltre a Maria Carla Re e Pierluigi Viale del Sant'Orsola. "Al momento non ci sono casi in Italia e in Emilia-Romagna- afferma Petropulacos- sui giornali sono uscite tutte situazioni che non avevano neanche la definizione di caso, ma su cui erano in corso accertamenti per capire se c'era o no l'infezione. E l'esito è sempre stato negativo".

Secondo Petropulacos, la probabilità che il virus si diffonda e faccia vittime in regione "è bassissima, quasi zero. In Emilia-Romagna ci preoccupa di più l'influenza del coronavirus. Ma dobbiamo comunque comportarci con la massima prudenza". Da questo punto di vista, sottolinea la dirigente, "il nostro Paese ha messo in campo azioni tutelanti anche per gli arrivi in aeroporto. Noi siamo in stretto contatto col ministero e l'Istituto superiore di sanità. Vengono costantemente aggiornate le indicazioni, che a livello regionale traduciamo in linee operative per le nostre aziende su come comportarsi".

Le indicazioni della Regione 

L'Emilia-Romagna ha disposto che, "se una persona è stata nelle zone a rischio ma non ha sintomi, non deve fare nulla". Se i sintomi sono lievi deve contattare il medico di famiglia o la guardia medica, mentre nei casi più seri "si andrà a graduare l'intervento a seconda della gravità dei sintomi o del tipo specifico di esposizione, per mantenere la massima sicurezza per la cittadinanza e per la persona". "In Emilia-Romagna abbiamo il miglior sistema sanitario del Paese - afferma Pierluigi Viale, dell'unità malattie infettive del Sant'Orsola - si può camminare per strada senza paura che ci casa il coronavirus in testa. Non si tratta di Ebola e neanche di Sars, a quanto pare, che ha un tasso di mortalita' del 18-20% mentre il coronavirus e' al 2%". Ad oggi sono 7.783 i casi conosciuti al mondo, con 170 decessi. Quindi "possiamo lavorare con una certa serenità - afferma l'infettivologo - ci siamo gia' attrezzati per eventuali casi, siamo attenti ma non allarmati. Possiamo affrontare il problema con tranquillità, ci siamo già organizzati ma non abbiamo nessuna condizioni di allarme". 

Informativa alla Camera dei Deputati 

"In Italia non vi è nessun caso accertato. A fronte di 5 casi in Francia e 4 in Germania. Confermati 7800 casi accertati di infezione nel mondo". Lo scrive su Facebook l'ex assessore comunale, ora deputato PD, Luca Rizzo Nervo, che oggi ha partecipato alla Camera all'informativa urgente del Ministro della Salute, Roberto Speranza sulla diffusione del Coronavirus, il virus sviluppatosi in Cina nella città di Wuhan.

"Il virus è stato classificato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come B ma viene trattato come A al pari di colera e peste - riferisce il dem - un realtà gli studi già realizzati parlano di una malattia molto diffusiva ma poco pericolosa - e conferma - l'Italia è la più fornita e più attenta nei meccanismi di prevenzione e nelle procedure di contenimento. Vi è una task force sul Coronavirus del Ministero permanentemente operativa con tutti gli attori del sistema sanitario e di prevenzione". 

In base alle dichiarazioni del Ministro, sarebbero state messe immediatamente in atto procedure di sorveglianza negli aeroporti e tutti i voli dalla Cina sono stati dirottati negli scali sanitari di Fiumicino e Malpensa, come è stata inviata una circolare a tutte le Regioni per la sorveglianza nazionale.

Rizzo Nervo ricorda che "L'Italia ha avuto da subito un approccio sistemico e multilivello, nazionale e internazionale, più protettivo con misure di prevenzione diffusa. In attesa che nel minor tempo possibile venga predisposto un vaccino. Perché i vaccini salvano la vita, in questo come negli altri casi. Insomma - conclude Rizzo Nervo - niente panico ma attenzione e prevenzione". 

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