Infertilità: cause, cure e le "bufale" sul tema. Intervista al prof. Gianaroli

Un tema delicato, trattato con il dottor Luca Gianaroli: "Vi spiego la differenza fra infertilità e sterilità per poi smascherare tutte le notizie false che girano sull'argomento"

Un argomento delicato, da trattare nel modo giusto e con gli esperti giusti: il progetto genitoriale e le difficoltà che la coppia può dover affrontare a causa di infertilità o sterilità. E già qui c'è un po' di confusione. A spiegarci tutto c'è il direttore scientifico del SISMeR, la Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione, che opera nell’ambito dell’infertilità umana, della procreazione medicalmente assistita e della genetica Luca Gianaroli.   

Infertilità e sterilità: sono due cose differenti ma che spesso vengono confuse...

«Per infertilità si intende l’incapacità di concepire dopo almeno 12 mesi di regolari rapporti non protetti. Denota quindi un ridotto potenziale riproduttivo. La sterilità, invece, è la mancanza assoluta della capacità riproduttiva. Questa condizione affligge circa il 15% di tutta la popolazione infertile. 

In una coppia queste condizioni possono interessare solo il partner maschile, solo la partner femminile o entrambi.  Si tratta di vere e proprie patologie con importanti implicazioni fisiche e psicologiche e si stima che, a livello mondiale, circa il 12-15% delle coppie in età riproduttiva siano interessate da queste problematiche«.

Quali sono le principali cause dell'una e dell'altra?

«L’infertilità, in molti casi, è una patologia multifattoriale. 
In ambito femminile, un ruolo importante è rivestito dall’età. Già dai 36 anni, infatti, si assiste a un significativo declino della fertilità femminile, che limita sia le possibilità di concepimento naturale che le possibilità di successo di eventuali trattamenti di procreazione assistita.

Altri fattori di infertilità, sia maschile che femminile possono essere: 

-    Fattori genetici
-    Fattori congeniti 
-    Infezioni, come ad esempio la clamidia
-    Interventi chirurgici, specie se a carico dell’apparato riproduttore
-    Terapie farmacologiche, in particolare chemio- e radioterapia
-    Fattori ambientali, come ad esempio l’esposizione a sostanze inquinanti
-    Fattori legati allo stile di vita (fumo, consumo eccessivo di alcoolici, sovrappeso, etc.)

Nel 20% circa dei casi, però, l’infertilità è idiopatica, ovvero non viene individuata una causa specifica. 
Vista la complessità di questa patologia, è di fondamentale importanza un iter diagnostico completo e personalizzato in funzione delle caratteristiche dei singoli pazienti. 
Per quanto riguarda la sterilità, quella femminile può essere dovuta all’asportazione chirurgica delle tube o alla loro occlusione, alla menopausa precoce (che può essere legata anche all’asportazione chirurgica delle ovaia o a chemio/radioterapia), a forme severe di endometriosi, alla presenza di malformazioni uterine congenite o all’assenza dell’utero per malformazioni congenite (come ad esempio la Sindrome di Rokitansky) o a seguito di asportazione chirurgica. 
La sterilità maschile, invece, si verifica solo in caso di azoospermia, ovvero l’assenza di spermatozoi nel liquido seminale». 

Qualche numero anche sul dato anagrafico? Che test/esami è necessario fare per scoprire come "si sta" da questo punto di vista?

«Controlli periodici con il ginecologo e l’andrologo possono permettere l’individuazione precoce di potenziali problematiche. Ciò fa sì che si possa definire la strategia terapeutica più efficace in modo tempestivo. Questo è importante soprattutto considerando che l’età femminile influisce in modo determinante sulle possibilità di successo e che il “fattore tempo” riveste quindi un ruolo fondamentale. 
In caso di difficoltà di concepimento dopo almeno 12 mesi di regolari rapporti non protetti, può essere consigliabile rivolgersi a uno specialista che in base alla storia clinica dei pazienti suggerirà gli esami più opportuni. Gli esami preliminari più comuni sono dosaggi ormonali (sia per l’uomo che per la donna), ecografia ginecologica per la donna e spermiogramma per l’uomo.
Sulla base dei risultati di questi test viene stabilito l’iter diagnostico e terapeutico personalizzato più appropriato. 

Come fare prevenzione?

Ai fini della prevenzione, è fondamentale che fin dall’adolescenza, ragazzi e ragazze siano informati sui meccanismi biologici e fisiologici che regolano la riproduzione e sui fattori che possono influire sulla fertilità in modo da poter gestire in modo consapevole il loro benessere riproduttivo. Ad esempio, sono pochi i giovani che sanno che il fumo può anticipare la menopausa o alterare i parametri seminali, o che alcune infezioni sessualmente trasmesse possono avere conseguenze anche a lungo termine. Occorre inoltre incoraggiare controlli medici periodici per verificare il proprio stato di salute ed identificare al più presto possibile eventuali problematiche».

Cos'è il "social freezing"?

«Il termine “social freezing” viene solitamente usato per definire la crioconservazione dei propri ovociti da parte di una donna che intenda garantirsi la possibilità di una gravidanza in età più avanzata o in caso di eventuali problemi di infertilità. In caso di necessità, questi ovociti potranno essere utilizzati successivamente nell’ambito di un trattamento di procreazione assistita. Per garantire le migliori possibilità di successo di questa tecnica, è importante che la crioconservazione avvenga in giovane età, in quanto, come già accennato, con l’aumentare dell’età si assiste ad un declino fisiologico della quantità e della qualità degli ovociti. Anche gli uomini possono crioconservare il loro liquido seminale per un eventuale utilizzo futuro, specie se svolgono attività lavorative che possono comprometterne la qualità (esposizione prolungata a fonti di calore, sostanze tossiche, etc.)».

Qualche leggenda metropolitana da sfatare su questi temi?

1)  Le donne sono fertili fino a quando hanno il ciclo. FALSO
La capacità riproduttiva della donna diminuisce con l’aumentare dell’età anche in presenza dei cicli mestruali
2) Il peso non influisce sulla fertilità. FALSO
Soprattutto nelle donne, ma anche negli uomini, il sovrappeso o una magrezza eccessiva influiscono negativamente sulla fertilità
3) I farmaci per l’infertilità aumentano il rischio di tumore. FALSO 
Non esiste evidenza clinica di un maggior rischio di tumore alle ovaie, al seno o all’utero legato all’utilizzo di farmaci per la stimolazione ovarica. Il dosaggio di questi farmaci, inoltre, viene personalizzato proprio per minimizzare il rischio di effetti collaterali».

Aspetto psicologico: quale l'approccio giusto per cominciare un percorso una volta avuta la diagnosi?

«L’infertilità può avere ripercussioni psicologiche importanti sia a livello individuale che di coppia. I pazienti devono confrontarsi con la loro condizione e con il fatto che anche le tecniche di procreazione assistita non possono garantire la certezza di riuscire a realizzare il loro progetto genitoriale. Questi trattamenti, inoltre, richiedono un significativo investimento di energie fisiche ed emotive, oltre che di tempo e risorse economiche. Per questi motivi è fondamentale che i Centri garantiscano alle coppie un adeguato supporto psicologico, previsto peraltro anche dalle normative vigenti. Tale supporto assume una rilevanza ancora maggiore in caso di ripetuti fallimenti o in caso di trattamenti che prevedono la donazione di gameti, o la diagnosi genetica per gravi patologie.   

Ci racconta un "caso clinico" particolare?

«Si è presentata al nostro centro una coppia che si era sottoposta a diversi cicli di trattamento presso altre strutture, purtroppo sempre con esito negativo. Si erano riproposti un ultimo tentativo prima di rinunciare al loro progetto riproduttivo, e si erano rivolti al nostro Centro in quanto, essendo un Centro di terzo livello offre anche le tecniche più complesse, come l’eterologa e la diagnosi preimpianto. 
In funzione della loro storia clinica e dell’età della paziente, ho proposto loro di tentare la strada della diagnosi preimpianto per valutare la presenza di anomalie cromosomiche negli embrioni, una possibile causa di tutti i precedenti fallimenti. 
Gli embrioni della coppia sono stati sottoposti a blastocentesi, una sofisticata tecnica messa a punto dal nostro Centro che permette di prelevare DNA dall’embrione con una minima manipolazione. I campioni prelevati sono stati poi analizzati. Ciò ha permesso di procedere al trasferimento di un embrione privo di anomalie cromosomiche che ha dato poi origine a una gravidanza, facendo sì che i pazienti potessero finalmente diventare genitori». 


 

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