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L'influenza mette a letto 5milioni di italiani. Intervista al medico: ecco a cosa andremo incontro

La dottoressa Dalle Donne: «Il contagio avviene per via aerea. Se vi ammalate non fate gli eroi, potete passarla anche 4/5 giorni dopo l'inizio dei sintomi»

Colpi di tosse, starnuti, accenni di mal di gola. Con l'abbassamento delle temperature che stiamo avvertendo in questi giorni, ecco che fanno la loro comparsa i primi fastidi e malesseri di stagione. Secondo le previsioni degli esperti quest'inverno saranno 5 milioni gli italiani colpiti dall'influenza: come riconoscerla? Come evitarla? Quali i soggetti più a rischio? 

A dare le risposte a tutte queste domande la dottoressa Elena Dalle Donne, Dirigente medico di Igiene Epidemiologia e Sanità Pubblica presso la AUSL di Bologna: «Partiamo dalla definizione di "influenza". Si chiama così una malattia di tipo respiratorio e dunque non c'è influenza senza problemi di tipo respiratorio. I sintomi, che arrivano in genere in modo brusco, sono febbre, tosse, mal di gola, raffreddore e spesso anche dolori muscolari. Ci possono poi essere anche disagi meno intensi come perdita di appetito, nausea e vomito...». 

Come sarà l'influenza quest'anno? 

«I virus mutano anno per anno ed è per questa ragione che è difficile fare previsioni, ma abbiamo solo ipotesi in corso d'opera visto che tali mutazioni possono avere variazioni minori o maggiori rispetto alla stagione precedente: se sono piccole allora si avrà una percentuale di immunità già dell'anno prima, altrimenti ci sarà meno efficacia protettiva dei vaccini». 

Dunque come si studia un vaccino? Si fa riferimento agli ultimi casi dell'anno precedente e poi si analizzano i primi della stagione in corso? «Esattamente. Si esaminano i ceppi degli ultimi casi, si studiano e di identificano i primi della stagione, anche grazie alla sorveglianza attiva (esiste un sistema di sorveglianza epidemiologica internazionale dell'influenza che fa capo al Ministero della Salute e all'Istituto Superiore di Sanità) ovvero ai "medici sentinella", i quali si impegnano settimanalmente a registrare i casi e a prelevare dei tamponi faringei che vengono poi analizzati. Naturalmente c'è anche un monitoraggio dei casi gravi e complicati». 

Se si tratta di una forma virale, come e quanto possono influire le condizioni meteo? 

«Come per tutte le malattie respiratorie il clima può influire anche se specifichiamo che per definizione non c'è influenza senza virus. Il raffreddamento delle prima vie respiratorie in pratica favorisce l'ingresso e l'attacco dei virus, senza contare un altro fattore importante legato al passaggio dall'estate all'autunno: il cambio aria negli ambienti è ridotto e dunque il contagio avviene più facilmente». 

A proposito di contagio: come avviene? Come evitarlo?

«Avviene per via aerea, attraverso le goccioline che vengono emesse con tosse e starnuti e che si propagano nell'aria ad altissima velocità. Ogni malato può contagiare almeno 1/2 persone sia già da un giorno prima dell'insorgenza dei primi sintomi, sia quattro o cinque giorni dopo. Una raccomandazione che mi sento di fare è quella di non fare gli eroi e non sentirsi indispensabili perchè per esempio ostinandosi ad andare al lavoro comunque si rischia di infettare anche i colleghi creando più disagi ancora. Bene usare i fazzoletti di carta monouso evitndo di disseminarli in giro, bene lavarsi le mani anche quando si è sani perchè ci potrebbero essere tracce di secrezioni e in assenza di acqua assolutamente utile l'uso dei gel idroalcolici».

Vaccino: si o no? Chi è meglio che lo faccia e chi invece è meglio lo eviti?

«Il vaccino antinfluenzale è indicato per tutti e raccomandato a molti. Ci deve essere certamente una valutazione del medico. e tutto dipende dalle condizioni di base del paziente perchè il rischio di un'influenza nella sua forma più grave è più alto fra le persone con condizioni di base predisponenti o instabili. Cardiopatici, asmatici e diabetici, per fare qualche esempio. Il vaccino in generale va bene per chi non vuole ammalarsi e i casi specifici per cui lo si raccomanda (e per cui è gratuito) sono: 

1. Persone con patologie o condizioni che possono essere compromesse o possono aggravarsi  

2. Persone affette da malattie dell'apparato respiratorio

3. Persone affette da patologie oncologiche o del sistema immunitario

4. Persone over 65

Una condizione particolare è la gravidanza, soprattutto fra il secondo e il terzo trimestre. 

In cosa consiste il vaccino? Quali i rischi e quando è da evitare?

«Si tratta di una semplice iniezione nel muscolo deltoide. Le controindicazioni sono pochissime perchè si tratta di particelle virali frammentate ed è sconsigliato giusto a chi ha già avuto una grave reazione allergica e preferibilmente rimandabile per chi ha febbre o malattie acute in corso. Effetti collaterali? Per lo più nulli a parte magari una reazione locale nella zona dell'iniezione come fosse una botta, che è però semplicemente segno della reattività del vaccino. Raramente si potrebbe manifestare un po' di febbre». 

«Altra cosa - precisa la specialista - aldilà del vaccino per proteggere se stessi, è bene che ci si protegga per proteggere gli altri. Mi riferisco naturalmente a chi svolge dei lavori quali il nostro, dunque personale medico e infermieristico, le badanti, gli insegnanti (i bambini sono degli amplificatori dell'influenza) e anche i familiari dei pazienti fragili. Ci sono poi anche le Forze dell'Ordine per esempio, che sono categorie di interesse collettivo. L'alibi di molti che non si vaccinano è quello che ci si ammala lo stesso: è possibile che accada, ma il rschio lo si riduce molto».  

Vaccino antinfluenzale anche per i bambini quindi? 

«Se al di sotto dei 9 anni se non sono mai stati vaccinati per l'influenza si possono fare anche due dosi a 4 settimane di distanza l'una dall'altra. Stesse raccomandazioni fatte prima»

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