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Deospedalizzare l’aborto: trenta associazioni scrivono alla Regione

Associazioni indipendenti da ogni parte dell’Emilia-Romagna hanno scritto all’assessore alla Salute Raffaele Donini

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In occasione dell’anniversario dell’approvazione della legge 194 – la legge che il 22 maggio del 1978 ha normato l’interruzione volontaria della gravidanza – trenta associazioni hanno scritto all’assessore regionale alla Salute Raffaele Donini chiedendo di deospedalizzare l’aborto. Due le richieste principali: prevedere che in tutti i consultori familiari sia data la possibilità di utilizzare l’Ivg (Interruzione volontaria di gravidanza) farmacologica in sicurezza e nel rispetto della privacy; effettuare Ivg farmacologica in servizio ambulatoriale come prassi.

“Basato sulle Linee guida Oms – scrivono le associazioni –, il documento fornisce alle organizzazioni e ai professionisti sanitari anche indicazioni per l’organizzazione dei percorsi assistenziali e un aggiornamento delle più recenti evidenze scientifiche relative alla gestione farmacologica dell’Ivg. L’Oms aggiorna periodicamente le linee guida con l’obiettivo di proteggere la salute di donne, ragazze e persone incinte e aiutare a prevenire oltre 25 milioni di aborti non sicuri e clandestini che si verificano ogni anno in tutto il mondo”.

“L’aborto farmacologico costituisce la tecnica più aggiornata e sicura per interrompere la gravidanza – continua il testo –. Secondo l’Oms, nelle prime dodici settimane di gravidanza l’aborto farmacologico può essere tranquillamente autogestito dalle gestanti al di fuori di una struttura sanitaria in tutto o in parte. Come sottolinea l’Oms, questo richiede che la donna o persona incinta abbia accesso a informazioni accurate, farmaci di qualità e supporto da parte di personale sanitario qualificato (se ne ha bisogno o lo desidera durante il processo). L’Oms ne incentiva l’uso e la nostra legge nazionale prevede la formazione del personale sanitario sulle tecniche più avanzate”. 

I dati in Emilia-Romagna

Le associazioni, nella nota condivisa con la stampa, spiegano come in Emilia-Romagna gli aborti effettuati nel 2022 con trattamento farmacologico siano stati il 65,6% dei casi. “Come indicato nella relazione sull’interruzione volontaria di gravidanza in Emilia-Romagna nel 2022, l’introduzione della metodica farmacologica ha portato ad un’anticipazione (in termini di età gestazionale) dell’interruzione e ad una riduzione dei tempi di attesa e risparmi in termini di costi sanitari. Riscontriamo però che per la quasi totalità (98,2%) il ricovero è in regime di Day-Hospital (DH); e solo l’1,1% è in servizio ambulatoriale.  Il protocollo sperimentale del 2021 ha previsto che l’Ivg farmacologica fosse offerta anche all’interno dei Consultori familiari (CF) se l’età gestazionale è inferiore o uguale a 49 giorni. Nel 2022 i consultori familiari che hanno offerto questa possibilità sono stati solo i seguenti: Parma Centro (17 casi), Carpi (MO) (3 casi), Modena (5 casi) e San Giovanni in Persiceto (BO) (3 casi) per un totale di 28 Ivg farmacologiche eseguite. Come dimostrano i dati, è urgente e non procrastinabile un’immediata azione da parte delle Regioni per garantire di fatto la libertà di scelta e la salute delle donne, in linea con le più aggiornate indicazioni della comunità scientifica internazionale”.

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“Per questo – si chiude il testo – chiediamo alla Regione Emilia-Romagna di allinearsi con i migliori standard internazionali e in generale di favorire il più possibile l’Ivg farmacologico anche inserendo tale garanzia tra gli obiettivi che la Regione affida annualmente ai direttori generali”.

Il documento indirizzato all’assessore Donini è stato firmato da: Period Think Tank Aps, Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell'Emilia-Romagna ETS, Demetra Donne in Aiuto, Centro Antiviolenza di Piacenza, Associazione La Città delle Donne O.d.V., Trama di Terre, Associazione Casa delle Donne contro la violenza ODV di Modena, Linea Rosa ODV Ravenna- Cervia e Russi, Associazione Nondasola Onlus (Reggio Emilia), Associazione SOS Donna ODV di Faenza (RA), SOS Donna Bologna, Centro Antiviolenza ODV - Parma, Associazione PerLeDonne ODV Imola, UDI Bologna, Rete ProChoice_Modena, Associazione Rompi il Silenzio APS Rimini, Associazione MondoDonna Onlus, Non Una di Meno Carpi, Centro Antiviolenza VivereDonna Aps-Carpi, Casa delle donne per non subire violenza APS, UDI Imola, Amnesty International Italia, Centro Donna Giustizia di Ferrara, Orlando APS Bologna, Armonie APS, Rose Rosse APS Castel Maggiore, Il progetto Alice, Legittima Difesa 194, Civiltà Laica Aps. 

Per mercoledì 22 maggio è stato organizzato un incontro per condividere informazioni sull’accesso alla legge 194 e per discutere insieme sulle implicazioni della nuova norma approvata nel decreto Pnrr. L’incontro si terrà al Centro delle Donne di Bologna dalle ore 20.30.

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