Salute

Ansia da esami, come affrontarla: "Lo stress non è solo un nemico"

La Prof.ssa Fiorella Giusberti, responsabile del Servizio di Aiuto Psicologico dell'Unibo, spiega cos'è lo stress da esame: "Distinzione fra esami universitari e Maturità. Qui c'è il passaggio dall'adolescenza all'età adulta"

Tempo di esami. Che siano universitari, test di maturità o la prova di guida, quando la data si avvicina i livelli di stress aumentano e uno stato psico-fisico non equilibrato potrebbe comprometterne il supermento dell'esame stesso. Per capire che cosa ci accade quando sopraggiunge l'ansia e come poterla affrontare e superare ci siamo rivolti alla Prof.ssa Fiorella Giusberti, responsabile dello Sportello SAP (Servizio di Aiuto Psicologico) dell'Università di Bologna. 

"L'esame di maturità rappresenta un cambio di status"

"Intanto tengo a specificare che un esame qualsiasi (come quelli universitari per intenderci) e quello di Maturità sono due cose ben differenti: il secondo rappresenta molto più che una prova sulle conoscenze. E' infatti il passaggio, riconosciuto dalla società e dalla famiglia, dall'adolescenza all'età adulta. Dunque è lo status della persona che cambia, con tutte le conseguenze che ne derivano". 

E' un passaggio consapevole? "Sì, i ragazzi ne sono consapevoli e lo affrontano, possono patirlo o semplicemente non patirlo". 

Che cos'è lo stress?

"Lo stress è uno stato di attivazione psichica e fisiologica. Non è solo mentale, ma è anche fisica. Si tratta di una risposta dell'organismo a una data situazione e non ha un'accezione solo negativa: basti pensare al matrimonio, la cui organizzazione è fonte di stress, ma è una situazione positiva. E' insomma la reazione sana di un individuo a un evento che richiede più energia, più attivazione. Chiaramente questa attivazione può essere eccessiva o eccessivamente bassa..."

Dunque lo stress in qualche modo fa anche bene? "Certo, una giusta dose di stress ci vuole per affrontare il mondo. Esitono delle scale di stress in letteratura e per esempio il passaggio fra una scuola e l'altra si trova a un livello medio, mentre in cima troviamo eventi drammatici quali i lutti e i disastri climatici". 

Quali sono dunque le ricette per gestire lo stress da esame ne modo giusto?

"Generalizzare è difficile. Ogni individuo ha il suo modo di affrontare lo stress e può essere più fisico o più mentale. C'è chi si tranquillizza correndo per un'ora, chi passeggiando, chi ascoltando musica, chi sorseggiando latte caldo in un ambiente familiare o telefonando a un amico. Ascoltare la propria mente e il proprio corpo è sempre la cosa giusta da fare. La mente direziona e siamo fatti molto bene, abbiamo degli strumenti di difesa e adattamento al mondo. 

Sull'assunzione di farmaci possiamo dire che, certo, gli ansiolitici calmano, ma tocchiamo l'ambito patologico e la terapia va affrontata sotto controllo medico. Considerando sempre l'individualità, non dimentichiamoci del potere dell'effetto placebo.

"In ogni caso, la cosa rassicurante, è che il nostro organismo sa sempre come si deve comportare".  

Lei è la responsabile del Servizio di Aiuto Psicologico dell'Unibo: quali sono le problematiche per cui più frequentemente gli studenti dell'Alma si rivolgono a voi? "Al nostro sportello si rivolgono circa 750 studenti all'anno ed è l'unico in Italia che offre trattamenti oltre che la sola consultazione: in pratica ci facciamo 3/4 colloqui e poi decidiamo se la persona va anche seguita. Il tutto naturalmente è gratuito. Si tratta per la maggiore di ragazzi che chiedono aiuto per motivi di disagio e sofferenza esistenziali, a volte profondi. Ci sono casi che presentano anche una sofferenza psichica più profonda. 

Quelli che seguiamo al SAP sono disturbi che si esplicano in difficoltà relazionali, siamo di fronte a persone non disinvolte nelle relazioni, anzi, le patiscono. Sono problemi che hanno radici profonde, che non nascono dalla scuola e che non sono da non sottovalutare. Allo sportello organizziamo incontri individuali e di gruppo (per l'estate il SAP chiude il 20 luglio e riapre il 3 settembre). 

Uno sportello di aiuto psicologico dell'Unibo

Il Servizio di Aiuto Psicologico, continuazione di una delle più consolidate iniziative cliniche dell’Istituto di Psicologia della facoltà di Medicina di Bologna, è attivo dal 1985 presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna. Ha fruito in passato di una convenzione con la locale Azienda Comunale per il Diritto allo Studio Universitario e, successivamente, del Comune di Bologna. Attualmente il Servizio ha attivato una convenzione con l’Azienda USL Città di Bologna e l’Azienda USL della Romagna, e riceve un finanziamento da parte dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna.

I componenti dello staff sono operatori del Dipartimento di Psicologia. Il Servizio si rivolge ai giovani che presentano problemi di tipo emotivo e relazionale, disturbi affettivi e comportamentali, difficoltà nella vita universitaria e/o lavorativa, ed è gratuito per gli studenti dell’Università di Bologna e per tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni afferenti all’Azienda USL di Bologna.

Gli studenti iscritti ai corsi di studio di Bologna devono rivolgersi alla Segreteria dei Servizi Clinici (vedi box Contatti, a destra).
Gli studenti iscritti ai corsi di studio di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini devono rivolgersi alle rispettive Segreterie U.R.P. (vedi box Contatti della Romagna, a destra). Per accedere al Servizio di Aiuto Psicologico, è necessario presentarsi personalmente provvisti di badge universitario o di tesserino sanitario (se giovani adulti 18-28 anni, non studenti, ma afferenti all’USL di Bologna).

È prevista la compilazione di un questionario e di un modulo di consenso informato che garantisce la privacy nel trattamento di dati personali. Il Servizio prevede alcuni colloqui che hanno lo scopo di approfondire i motivi della richiesta di consultazione. In caso di necessità, potrà essere proposto un percorso terapeutico a breve termine, individuale o di gruppo, con sedute a cadenza settimanale. Non vengono presi in carico casi di tossicodipendenza e casi richiedenti un’assistenza prevalentemente psichiatrica. Per urgenze e per emergenze è necessario rivolgersi ai C.S.M. (Centri di Salute Mentale) AUSL di appartenenza.

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