Giovedì, 29 Luglio 2021
Salute

#respectpsoriasis la malattia come fatto social(e)

Il claim “Oggi si può” riflette la volontà di APIAFCO di Bologna di interpretare il ruolo di rappresentanza con sempre maggiore forza e ambizione, valorizzando il patrimonio di credibilità e legittimazione pubblica guadagnato dal Terzo settore dallo scoppio della pandemia. Un ruolo che guarda ai principi dell’economia sociale, della co-progettazione, della governance condivisa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Cinque settimane di campagna, una copertura che sfiora le 160mila persone e circa 19mila interazioni: sono i numeri fatti registrare da #respectpsoriasis, la campagna awareness sulla psoriasi voluta da APIAFCO, associazione di Bologna riferimento per gli oltre due milioni di persone che soffrono di questa malattia della pelle non contagiosa, cronica, recidiva, con componenti genetiche e autoimmune. La campagna si rivolge prevalentemente a 3 tipologie di target: pazienti, istituzioni e opinione pubblica, con l’obiettivo di aumentare in ciascuno di loro uno specifico livello di consapevolezza in merito ad una malattia tanto insidiosa quanto poco conosciuta e, soprattutto, riconosciuta nell’ambito delle politiche sanitarie. Per farlo, gioca su un registro comunicativo decisamente assertivo, che rende subito evidente quali siano le esigenze e le aspettative dei pazienti psoriasici, dei quali APIAFCO si rende portavoce: l’inserimento della patologia nel Piano Nazionale delle Cronicità (PNC), al fine di assicurare a chi ne soffre percorsi di cura di lunga durata, strutture sanitarie presenti sul territorio in maniera capillare e, soprattutto, unitarietà di approccio. Un registro – quello assertivo - inusuale per una campagna di sensibilizzazione sulla malattia, ma in linea con l’interpretazione che l’associazione guidata da Valeria Corazza assegna all’attività di tutela: “Il nostro scopo principale è promuovere le istanze dei malati psoriasici presso le istituzioni nazionali e regionali, diventando portavoce di bisogni non ancora soddisfatti, come il riconoscimento della psoriasi nell’ambito delle politiche sanitarie (anche di cronicità) e l’ottimizzazione dei percorsi di assistenza e comunicazione rivolti ai pazienti; o di esigenze contingenti, come la garanzia del diritto alla salute per i no-Covid afflitti da malattie croniche”.  

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