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Sabato, 18 Maggio 2024
Salute

La Rete Oncologica ed Emato-oncologica regionale muove i primi passi: modelli e prospettive a confronto

Dopo l’approvazione delle Linee di indirizzo definite dalla Giunta, la Rete Oncologica si confronta con altre esperienze. Donini: “Un altro passo avanti per mettere al centro il paziente e assicurare la migliore qualità delle cure”

La Rete Oncologica ed Emato-oncologica regionale dell’Emilia-Romagna, le cui Linee di indirizzo sono state approvate dalla Giunta nelle scorse settimane, muove i suoi primi passi e si confronta con altre realtà avanzate, come quelle di Piemonte e Valle d’Aosta, Veneto e Toscana.

Lo ha fatto oggi nel corso del convegno scientifico “La Rete Oncologica ed Emato-oncologica dell’Emilia-Romagna”, organizzato dalla Regione a Bologna, con la partecipazione del presidente Stefano Bonaccini e dell’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. Dopo una prima parte dedicata ai modelli e alle prospettive delle Reti Oncologiche in Italia, il convegno prosegue nel pomeriggio con tre tavole rotonde sul presente e sul futuro delle oncologie, emato-oncologie e oncologie pediatriche dell’Emilia-Romagna. A chiudere i lavori - indicativamente alle 16 - sarà il ministro della Salute Orazio Schillaci, che interviene in videocollegamento.

La Rete dell’Emilia-Romagna nasce in una realtà dotata di Oncologie ed Emato-oncologie strutturate e organizzate che in tutte le province offrono, fin dal 2006, già livelli elevati di servizio per i quali la Regione si è da tempo impegnata. Le Linee di indirizzo, approvate dalla Giunta, definiscono le caratteristiche generali della rete regionale secondo il modello del Comprehensive Cancer Care Network, che garantisce, nel rispetto delle autonomie locali, la maggiore uniformità possibile in termini di accesso, gestione clinica, governance e monitoraggio dei dati ai fini sia clinici sia di ricerca.

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Oncologia di prossimità

Uno dei punti chiave del modello è l’oncologia di prossimità, che permetterà di offrire sul territorio -  Case di Comunità e Ospedali di Comunità, sino al domicilio del paziente - attività oncologiche ed emato-oncologiche, garantendo le medesime condizioni di efficacia e sicurezza. Forte impulso verrà poi dalla telemedicina, che pur non sostituendo le visite in presenza consentirà una tempestiva discussione degli esami diagnostici e la rilevazione di eventuali segni di ripresa di malattia. La Rete Oncologica ed Emato-oncologica Regionale punta anche sulla ricerca e sullo sviluppo di terapie innovative.

“Con la Rete Oncologica ed Emato-oncologica regionale l’Emilia-Romagna - sottolineano Bonaccini e Donini - vuole assicurare la migliore qualità delle cure per il paziente in un percorso di assistenza adeguato, efficace e sicuro che integri l’ospedale e il territorio. Nella nostra regione la sanità pubblica di oggi e del futuro è quella legata al territorio, che offre servizi, terapie e assistenza sempre più innovativi e a misura dei cittadini. Abbiamo messo a punto un modello organizzativo che fa compiere un ulteriore passo in avanti alla sanità pubblica dell’Emilia-Romagna grazie a oncologia di prossimità, telemedicina e ricerca. Inoltre, il modello a rete, secondo quello del Comprehensive Cancer Care Network, fa propria la nostra concezione universalistica di sanità pubblica, che deve garantire eguale opportunità di accesso ai servizi. Promuovere e sostenere l’assistenza di prossimità, peraltro, è uno degli obiettivi indicati con il modello di medicina territoriale definito nel PNRR”.

Un cartoon per spiegare come funziona la Rete

Tra le varie azioni promosse dalla Regione Emilia-Romagna e presentate in occasione del convegno, un cartoon e una brochure per spiegare in modo semplice come funziona la Rete. In particolare, il cartoon descrive il percorso del paziente con l’aiuto di un’automobile che ci accompagna in questo viaggio alla scoperta della Rete: dalla diagnosi e presa in carico, attraverso il medico curante, il Pronto Soccorso, i reparti dell’ospedale o tramite i percorsi di screening, agli esami di primo livello e all’intervento chirurgico fino alle cure sul territorio anche attraverso la telemedicina.

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