All'ex convento Santa Marta un co-housing per anziani: ecco come sarà

In totale saranno costruiti 31 appartamenti. Poi un'area benessere, aree adibite alla socializzazione, una biblioteca, una sala informatica e una lavanderia. L'accesso sarà riservato agli over 65, previsto un servizio di assistenza infermieristica da remoto sette giorni su sette

Al via i lavori di restauro e recupero funzionale del complesso di Santa Marta, nel quartiere Santo Stefano, dove sorgeranno appartamenti-sociali per anziani. Un vero e proprio co-housing, con la condivisione di ambienti comuni aperti anche alla cittadinanza. 

È il progetto presentato dal'Asp Città di Bologna che, con un investimento di 5,2 milioni di euro, si prefigge di realizzare 31 alloggi in 18 mesi, per una superficie di 3.300 metri quadri interni e 2.100 esterni di pertinenza esclusiva. L'obiettivo è la sperimentazione di un nuovo modello di residenzialità che faciliti il mantenimento di un’alta qualità di vita e soddisfi l’esigenza di autonomia e socialità delle persone anziane.

Sono previste infatti un'area benessere, aree adibite alla socializzazione, una biblioteca, una sala informatica e una lavanderia. L'accesso al co-housing sarà riservato soltanto agli over 65 che potranno usufruire anche di un servizio di assistenza infermieristica da remoto sette giorni su sette. 

Inoltre, tante le attività di intrattenimento e sport. Giochi di società, yoga, pilates, ginnastica dolce e fisioterapia sono solo alcune di quelle in programma; anche grazie alla collaborazione con il comitato Torleone, che per una convenzione con Asp e Comune, cura la zona esterna del complesso.

La struttura

Il complesso monumentale Santa Marta ha una superficie complessiva utile di circa 3300 mq disposta su 4 livelli, oltre a 2100 mq di aree esterne di pertinenza esclusiva. Le vicende del complesso hanno inizio nel XVI secolo, come sede del monastero delle monache di Santa Caterina di Strada Maggiore. All’inizio del ’600 le monache avviarono grandi rifacimenti e nel 1623 fecero erigere due alti muraglioni lungo vicolo Borchetta e via Torleone, ancora ben visibili, che rendono il giardino un luogo particolarmente raccolto.

Nel 1833 il complesso divenne la definitiva sede del Conservatorio delle Putte di Santa Marta, fondato nel 1505 su incarico dell’Opera Pia dei Poveri Vergognosi, un istituto assistenziale per fanciulle povere appartenenti a buone famiglie cadute in miseria.

Oggi l’intenzione della proprietà - come spiegano da Asp - non è semplicemente quella di portare a compimento l’opera, piuttosto di reinterpretarla alla luce di nuove visioni sull’abitare e dei nuovi bisogni residenziali delle persone senior cui tale progetto è destinato.

A seguire i lavori sarà la ditta Pangea consorzio stabile scarl (selezionata tra 21 proposte) che costruirà 31 appartamenti di diverse tipologie: 19 per due persone, 12 monolocali di cui uno destinato al custode.

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