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Lotta alla dispersione scolastica, al via programma di recupero

Stanziati 700mila euro per una rete di 15 istituti

Creare un sistema integrato tra pubblico e terzo settore, coinvolgendo insegnanti ed educatori per raggiungere con interventi di prevenzione della dispersione scolastica circa 10.000 minori nei 55 comuni dell'area metropolitana.

È "Incubatore di comunità educante" (Ice), il progetto triennale che vede Open Group come soggetto responsabile e coinvolge 15 istituti comprensivi e di istruzione superiore, 14 enti pubblici e 43 del privato sociale, e l'università. Finanziato con oltre 700mila euro dall'impresa sociale Con i bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, il progetto intende coinvolgere i ragazzi in laboratori e percorsi educativi dentro e fuori le scuole del territorio metropolitano.

"Vale il principio 'non uno di meno' quindi tutte le risorse, le collaborazioni le reti sono utili alla scuola, alle famiglie, ai docenti perché ciascun ragazzo possa mettere a frutto le proprie potenzialità e raggiungere traguardi per lui importanti così come per la società- ha detto Giovanni Schiavone, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale- Questo progetto permette di offrire opportunità ai ragazzi, di acquisire competenze, di fare attivitià significative per dare un senso all'esperienza scolastica quotidiana".

Gli abbandoni scolastici sono diminuiti: in Emilia-Romagna nel 2017 il 9,9% dei giovani tra 18 e 24 anni ha solo la licenza media, erano l'11,4% nel 2016. "Il dato è estremamente positivo- ha aggiunto Schiavone- L'Emilia-Romagna ha quindi raggiunto l'obiettivo europeo di portare gli abbandoni sotto al 10% entro il 2020. Questo risultato ci incoraggia e credo che saremo in grado di farlo scendere ancora".

Il progetto coinvolge i sette distretti dell'area metropolitana di Bologna, territorio che ospita 73 istituti comprensivi, 31 scuole secondarie di secondo grado, tre Centri per l'istruzione degli adulti e 11 enti di formazione per l'obbligo formativo.

In concreto saranno messe in campo azioni di prevenzione primaria (circa 10.350 ore erogate nei tre anni) per migliorare l'inclusione degli studenti e il benessere scolastico e sociale, con laboratori sulla didattica innovativa e percorsi con le famiglie, anche per sviluppare le competenze orientative indispensabili nella fase di transizione tra scuole di diverso ordine e grado.

Le azioni di prevenzione secondaria (circa 2.800 ore) scatteranno per affrontare situazioni specifiche e favorire la permanenza nei sistemi educativi degli studenti per cui sono presenti fattori di rischio di dispersione scolastica che necessitano di percorsi specifici e laboratori di orientamento e riorientamento.

Per gli adolescenti che presentano un forte rischio di dispersione o che hanno già abbandonato gli studi saranno, infine, realizzati interventi di prevenzione terziaria (circa 3.250 ore) con percorsi di rimotivazione, riorientamento e accompagnamento. Sul territorio metropolitano di Bologna la percentuale di studenti frequentanti in ritardo (che non hanno percorsi scolastici regolari cioè che hanno perso uno o due anni) cresce a mano a mano che cresce l'ordine scolastico. Nell'anno scolastico 2017/2018 si passa dall'1,7% della prima elementare all'8% della seconda media fino al 22,7% dell'ultimo anno delle superiori. In particolare tra questi ultimi, la maggioranza e' rappresentata da ragazzi senza la cittadinanza italiana.

Ci sono genitori che iscrivono i figli in prima elementare a sette anni- ha precisato Schiavone- Negli anni poi la percentuale di studenti in ritardo aumenta a causa di bocciature. Per i ragazzi di origine straniera una delle cause è la necessità di imparare la lingua".

Sempre nell'anno scolastico 2017/2018 le percentuali più alte di cessazioni di frequenza entro il 15 marzo si registrano nelle scuole superiori: sotto all'1% al primo e al secondo anno, raggiungono l'1,30% al quarto anno per poi scendere allo 0,57% nell'ultimo anno. La percentuale più elevata di studenti non scrutinati sul totale di frequentanti (studenti che cambiano in corso d'anno) si registra in prima superiore (il 3,9%).

La povertà educativa e la dispersione scolastica non riguardano solo il singolo ma investono tutto il contesto ed è per questo che è tutta la comunità che deve mettersi in gioco", ha detto Marilena Pillati, vice sindaco del Comune di Bologna. "Questo progetto è un'esperienza straordinaria- ha detto Roberto Lippi, presidente di Open Group- Crediamo nella capacità di fare rete sul territorio. Crediamo che ci siano i presupposti per lavorare bene e mettere un mattoncino per il futuro".(Dires - Redattore Sociale)

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