Corsi serali per adulti e Cpia, le raccomandazioni dell'ufficio scolastico regionale

A differenza della scuola per bambini e ragazzi, saranno più rigide le misure anti-contagio per i corsi di istruzione per adulti in Emilia-Romagna

Mascherina obbligatoria durante la lezione e prova della febbre prima di entrare in classe. A differenza della scuola per bambini e ragazzi, saranno più rigide le misure anti-contagio per i corsi di istruzione per adulti in Emilia-Romagna.

A richiamare la necessità di maggiore attenzione è il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Stefano Versari, che sottolinea "mutabilità e minore affidamento dell'utenza" dei corsi Cpia.

Per questo, l'Usr avverte che docenti e alunni avranno "l'obbligo di indossare la mascherina per tutta la durata delle attività, oltre alla frequente igiene delle mani". Inoltre, "si suggerisce di valutare un distanziamento maggiore, ad esempio di 1,5 metri", dove sia "compatibile con l'organizzazione del servizio, con gli spazi a disposizione e comunque sempre con il coinvolgimento del responsabile del servizio di prevenzione e protezione".

Versari raccomanda poi la "possibilità di rilevare la temperatura corporea, impedendo l'accesso in aula in caso di temperatura superiore ai 37,5 gradi". Sarà anche necessario "conservare un elenco dei soggetti che hanno partecipato alle attività formative per un periodo di almeno 14 giorni", in modo da risalire agli eventuali contatti in caso di necessità.

Inoltre, deve essere garantita la "regolare pulizia e disinfezione degli ambienti" al termine di ogni attività e comunque a fine giornata, "con particolare attenzione alle superfici più frequentemente toccate, ai servizi igienici e alle parti comuni"

Visto che spesso l'istruzione per adulti viene ospitata nelle scuole superiori, sottolinea Versari, aule e laboratori devono essere riconsegnati "perfettamente igienizzate per il successivo utilizzo da parte degli studenti in orario diurno".

Per questo, l'Usr suggerisce alle scuole di "formalizzare semplici protocolli di disciplina dell'uso e dell'igienizzazione delle aule frequentate dall'utenza dei Cpia", in cui individuare "con precisione" gli spazi utilizzati per l'istruzione per adulti.

A questo proposito, segnala Versari, "appare utile un apposito registro in cui giornalmente annotare, da parte dei collaboratori scolastici, i singoli locali igienizzati e i prodotti utilizzati". Infine è "raccomandata l'adeguata formazione e informazione del personale addetto alle pulizie, così come la responsabilizzazione dell'utenza circa l'assunzione di comportamenti corretti" per evitare il diffondersi dei contagi.

Serviranno "ulteriori misure precauzionali" contro i contagi quando, insieme alle scuole, a settembre riprenderanno anche i corsi di lingua ed educazione civica per i cittadini stranieri in Emilia-Romagna.

Come l'utilizzo dei termoscanner e l'aiuto delle Forze dell'ordine per allontanare chi presenta sintomi sospetti. Lo sostiene il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Stefano Versari, che chiede fin d'ora a Prefetture e patronati di collaborare.

Tra le attività di formazione per gli adulti, in orario serale, sono infatti compresi anche i test di conoscenza della lingua italiana e le sessioni di educazione civica, finalizzate al rilascio del permesso di soggiorno e destinate a cittadini stranieri con più di 16 anni, "da poco tempo entrati nel territorio italiano".

Versari sottolinea dunque le "probabili maggiori criticità connesse all'afflusso di numeri rilevanti di stranieri che debbono sostenere i test, in alcune realtà anche con cadenza settimanale". Per questo, manda a dire il direttore dell'Usr, "si suggeriscono ulteriori possibili misure precauzionali", a partire dall'utilizzo di "termoscanner per la rilevazione della temperatura all'ingresso".

A questo proposito, segnala Versari, visto che potrebbe essere necessario allontanare "adulti con sintomi febbrili, si suggerisce di stabilire accordi le Forze dell'ordine per eventualmente far fronte a reazioni improprie da parte dell'utenza". Il direttore dell'Usr suggerisce anche "Patti di corresponsabilità educativa che, nel caso dei Cpia, assumono rafforzata rilevanza di assunzione responsabilità".

Sempre per quanto riguarda i corsi per stranieri, l'Usr Emilia-Romagna raccomanda "l'igienizzazione delle postazioni dei computer dopo ciascun utilizzo, così come per le attività di ascolto paiono preferibili auricolari usa e getta".

Inoltre, Versari indica di adottare un distanziamento "superiore al metro suggerito" e di predisporre "materiale informativo semplificato e tradotto in più lingue". C'è infatti anche una questione ulteriore che attiene alla comprensione e quindi al rispetto delle cosiddette precondizioni per l'accesso all'edificio scolastico".

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Ad esempio, l'assenza di sintomi riconducibili al covid, il non essere stati in quarantena o isolamento fiduciario negli ultimi 14 giorni, il mancato contatto con persone poi risultate positive. Per questo, sostiene il direttore dell'Usr, "si valuta utile, oltre al ricorso alla mediazione linguistica, anche il raccordo con Prefettura e patronati. La prima per l'invio all'utenza dell'informativa di che trattasi, unitamente alla convocazione per lo svolgimento del test. I secondi per la diffusione dell'informativa in occasione dell'assistenza generalmente prestata nell'espletamento delle pratiche burocratiche correlate". (San/ Dire)

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