Mercoledì, 17 Luglio 2024
Scuola Centro Storico / Viale Giovanni Vicini, 19

Gli insegnanti del Cpia scrivono a Lepore: "Mancano spazi per i corsi"

La preoccupazione dell'istituto per adulti 'Eduard Lindeman', che condivide gli spazi con altre scuole della città. La risposta del sindaco: "In arrivo sede a uso esclusivo"

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I docenti del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia) metropolitano ‘Eduard Lindeman’ scrivono al sindaco Matteo Lepore per denunciare un “problema di disponibilità” di spazi “in orario mattutino e nel pomeriggio” che “impedisce di offrire corsi a chi li richiede in questo momento della giornata”. Così per una quarantina di insegnanti che si occupano della formazione della cittadinanza adulta andare avanti è diventato sempre più difficile. Complice la sede condivisa, in viale Vicini, con le scuole secondarie Aldrovandi-Rubbiani: “Per l’insufficienza di spazi”, spiegano i docenti a Lepore, le attività sono ospitate “anche in aule delle scuole medie Besta e Dozza”, costringendo l’istituto a offrire solamente dei corsi serali.

“Solo la concessione al Cpia dell’interno stabile di viale Vicini a uso esclusivo consentirebbe un’offerta formativa varia e completa, all’altezza della domanda – prosegue la lettera –. La questione non è meramente logistica: comporta l’esclusione dal diritto allo studio delle fasce più deboli della popolazione scolastica”, come donne casalinghe o lavoratori turnisti che hanno la mattina libera, persone che abitano in città ma anche in periferia e “hanno difficoltà a rientrare con i mezzi pubblici in orario serale”. Una criticità che può avere conseguenze negative sull’integrazione sociale e la dispersione scolastica: “La domanda di questo tipo di utenza si mantiene alta come si può osservare dalla statistica delle iscrizioni; fatica tuttavia a giungere al traguardo del diploma, per le difficoltà di orario, è ancora alta infatti la dispersione scolastica”.

Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino: “Ho ben presente il problema”, ha scritto spiegando che la soluzione al problema sta andando proprio nella direzione della “destinazione dell’intero stabile di via Vicini alle attività del Cpia”. Non prima della partenza dei cantieri della nuova scuola in via Don Minzoni a Bologna “che sarà assegnata all’Istituto Aldrovandi Rubbiani nei cui locali verrà trasferita l’intera sede oggi in viale Vicini liberando interamente lo stabile”. Si parla, dice il primo cittadino, di un investimento Pnrr di oltre 10 milioni di euro.

A trasferimento avvenuto, l’edificio in questione, di proprietà comunale ma gestito dalla Città Metropolitana, passerà di nuovo nelle mani di Palazzo d’Accursio. “Il termine dei lavori di costruzione della nuova scuola però è previsto per il marzo 2026. Per integrare i locali di viale Vicini per gli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026 il Comune di Bologna si impegna a individuare tra gli spazi a sua disposizione i locali utili a che già dal prossimo settembre il Cpia possa garantire l’offerta formativa anche in orario mattutino”. Le ipotesi attingono all’istituto comprensivo in via Ca’ Selvatica, altre scuole della zona o case di quartiere. “Nelle prossime settimane – conclude Lepore – l’assessore alla scuola Daniele Ara incontrerà la dirigenza del Cpia per definire insieme le necessità”.

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