Scuola, mancano ancora prof in classe: "3mila in tutta la regione"

Il problema era stato sollevato anche dal direttore dell'ufficio scolastico regionale Stefano Versari

Venti giorni dopo la riapertura delle scuole, in Emilia-Romagna mancano ancora più di 3.000 docenti, il 20% degli insegnanti nominati su supplenza, mentre sono 70mila quelli che hanno rinunciato a una cattedra. Il coronavirus fa paura e genera una pioggia di rifiuti anche tra il personale Ata.

"Numeri su cui abbiamo messo in guardia la ministra Azzolina già intorno ad aprile-maggio, quando sui 7.409 posti autorizzati per le immissioni in ruolo in Emilia-Romagna ci siamo accorti che con le graduatorie di merito ne avremmo potuti mettere in ruolo solo circa 1.500", spiega Monica Barbolini, segretaria della Cisl Scuola Emilia-Romagna, parlando ai microfoni di una radio locale.

"Questo- prosegue- ha ingrossato le fila delle supplenze perché sono stati chiamate circa 6.000 persone solo tra i docenti, a cui si aggiungano gli Ata, le supplenze che normalmente si fanno tutti gli anni e, quest'anno, i 'supplenti covid'. In definitiva, siamo in un ritardo fortissimo".

Il problema era stato già sollevato dall'ufficio scolastico regionale, che a fine settembre segnalava la difficoltà a reperire docenti specializzati, ma non a causa del Covid, bensì per la carenza di figure con i titoli richiesti dalla legge.

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