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Immigrazione, l'appello dei prof. del Copernico: "Qualche ora di lezione per parlarne"

Dall'istituto in San Donato una sessantina di docenti invitano i colleghi a fare altrettanto nelle altre scuole

Per qualche ora, stop alle normali lezioni: in classe si parlerà di migranti e della situazione nel Mediterraneo, "per spiegare a studentesse e studenti cosa sta succedendo nel Paese sul tema dell'accoglienza".

E' l'iniziativa che hanno deciso di intraprendere una sessantina di insegnanti del liceo Copernico di Bologna, che si rivolgono anche ai colleghi delle altre scuole per invitarli a fare lo stesso.

"In queste settimane assistiamo a episodi che ci sconcertano, chiamando direttamente in causa il senso e il modo in cui stiamo svolgendo il nostro compito di insegnanti ed educatori", si legge nell'appello diffuso dagli insegnanti (tra i firmatari anche Sergio Lo Giudice, ex parlamentare del Pd).

"Tenere per giorni e giorni al largo delle nostre coste donne, uomini e bambini migranti- scrivono i docenti- non solo viola le regole internazionali ma sfida anche il senso di umanità e la coscienza civile della comunità nazionale". Questo mentre "ogni giorno la comunicazione mediatica ci bombarda di proclami che forzano i principi della nostra Costituzione, come quello inderogabile alla solidarieta' sancito dall'articolo 2", si legge ancora nell'appello.

E ancora: "La sfida continua alla magistratura da parte del potere politico confligge con quello che spieghiamo alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi riguardo alla divisione dei poteri come base dello Stato di diritto", sottolineano i prof, aggiungendo subito dopo che "la contrapposizione frontale fra gli italiani di sangue e le altre persone presenti sul territorio nazionale, la gran parte a pieno titolo, contrasta con l'impegno quotidiano di costruire una scuola plurale e inclusiva e spesso confligge con la stessa realtà delle nostre classi".

La considerazione che "il Mediterraneo sia tornato a essere una barriera fra civiltà e sia diventato il grande cimitero di chi è senza speranza- continua l'appello firmato tra i docenti del Copernico- costringe a ripensare i temi e i motivi della nostra stessa storia".

In ragione di ciò, "siamo convinti che in questo contesto non sia possibile per noi docenti far finta di niente- si legge nel documento- e continuare a ignorare nella nostra attività didattica i fatti che si muovono intorno a noi, perché una scuola che non riesce a facilitare la comprensione e la rielaborazione di quello che accade al di fuori non svolge la propria funzione". Per questo, annunciano gli insegnanti, "dedicheremo alcune ore di lezione, nella prima settimana di febbraio, a informare i nostri studenti e a fornire loro gli strumenti per leggere in modo autonomo e consapevole i fatti ai quali ogni giorno assistono". Una proposta che "estendiamo anche ai colleghi di altre scuole", si conclude l'appello. (Pam/ Dire)

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