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Scuola domani 7 aprile tornano in aula 60mila studenti

Fino alla prima media in presenza. Il resto dei ragazzi potranno tornare (al 50 per cento) solo quando scatterà la zona arancione

Sebbene ancora in zona rossa, da domani nell'area metropolitana di Bologna si apprestano ad aprire i cancelli di scuole dell'infanzia, elementari e medie, per un totale di circa 61mila studenti coinvolti.

Una sorta di prova tecnica di normalità, a poco più di un mese da quando la provincia di Bologna è diventata zona rossa in seguito alla recrudescenza del Covid, spinto dalla virulenza delle varianti.

Le superiori dovranno ancora aspettare: campagna di screening per chi riapre

A rimanere fuori da questa tornata sono i ragazzi e le ragazze dalla seconda media fino all'ultimo anno di superiori. PEr loro se ne riparlerà solo quando i dati sulla pandemia in regione torneranno da zona arancione (si ipotizza la data del 12 o del 20 aprile, ma niente ancora di ufficiale) e comunque, nel caso, solo in presenza al 50, massimo il 75 per cento.

Per il resto, l'ufficio scolastico regionale, di intesa con Ausl e Regione, hanno messo a punto un “piano per una ripartenza sicura” che prevede, fra l’altro:

  • -“la  priorità  al completamento  delle vaccinazioni per  tutti  i  lavoratori  della  scuola”, con “la  possibilità per  il  personale  scolastico  assistito  in  altra  regione  di  essere comunque vaccinato in Emilia-Romagna”;
  • -la“conferma  della campagna  di  screening in  farmacia  per  alunni,  familiari  e  per  lo stesso    personale    scolastico,    con    la    possibilità    per    tutti    loro    di    effettuare gratuitamente tamponi rapidi”;
  • -“azioni preventive di controllo, d’intesa con i dirigenti scolastici“ a cura delle aziende sanitarie, “con l’effettuazione di tamponi a campione, su base volontaria”.
  • -“un’  estesa  azione  di  screening  in  ambito  scolastico  utilizzando test  antigenici  molecolari,  sempre  su  base  volontaria” come  azione  preventiva nei “comuni  o territori con alta incidenza di nuovi casi ogni 100mila abitanti”.

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