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Gambero Rosso: dopo pizza e bar, caffè selezionati e tostati dal team Forno Brisa

Alcuni ragazzi del team hanno fatto formazione in Perù e Honduras: "Osservando da vicino il lavoro sul campo e raccogliendone i frutti, tutti rispettosi dell’ambiente e dei valori fondanti dei nostri pani, sostenibili a livello etico, nutrizionale ed economico”

Forno, bar e ora anche torrefazione. Da fine ottobre, come riferisce Gambero Rosso, nei "Forno Brisa" bolognesi arrivato il caffè della linea Brisa Coffee Roasters, micro-roastery nata dopo anni di studio della materia e dell’intera filiera nelle piantagioni in Perù e Honduras, chicchi tostati dai ragazzi di Brisa all’interno del vecchio laboratorio in via Galliera, con la macchina tostatrice frutto del successo della recente campagna di equity crowdfunding che ha raccolto 357 soci e 1.2 milioni di euro di adesioni.

Dopo il primo esperimento in via Galliera, l’offerta si è estesa ai locali in Castiglione e San Felice.

Alcuni ragazzi del team hanno fatto formazione nei due paesi "osservando da vicino il lavoro sul campo e raccogliendone i frutti, tutti rispettosi dell’ambiente e dei valori fondanti dei nostri pani, sostenibili a livello etico, nutrizionale ed economico”, spiega Antonio Farsace, responsabile della roastery. A rotazione, poi, verranno aggiunti altri specialty, “vogliamo lavorare sia con le monorigini sia con una miscela, dal momento che per noi la contaminazione – tipica per esempio del miscuglio evolutivo nella panificazione – è un valore aggiunto”. Il blend cambia di continuo e, come l’intero progetto di torrefazione, nasce da un incontro in università a Pollenzo fra Pasquale Polito e Davide Sarti (alla guida di Brisa) con Enrico Cirilli, appassionato di caffè che ha proposto di integrare la vendita a banco dei prodotti da forno con la caffetteria.

Jorge Albarracin, per esempio, che ha visitato la Finca Rio Colorado gestita da Umami Area in Honduras, da cui oggi proviene il primo caffè monorigine che Forno Brisa sta tostando a Bologna. C’è poi Monica Cortonesi, che ha trascorso un mese in Perù, nel cuore della foresta amazzonica, dove il gruppo The Seven Elements coltiva caffè specialty in permacultura. Dalle stesse piantagioni provengono anche le fave di cacao che i ragazzi di Bologna trasformano seguendo il metodo bean to bar, partendo dalla tostatura nel forno per passare poi alla trasformazione in cioccolato. (fonte: Gambero Rosso) 

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