Al via 'Una parola amica': il progetto che aiuta 250 persone anziane sole

I volontari: "L'intento è quello di far nascere un rapporto umano, uno scambio di amicizia tra le persone che si telefoneranno due volte a settimana per tutta la durata della quarantena"

Si chiama 'Una parola amica'  il progetto che prende il via a Bologna con l'obiettivo di mettere in contatto circa 250 volontari con altrettante persone anziane sole.

"In questo momento di forte crisi sanitaria, economica e sociale c'è anche il rischio di vedere crescere ansia e disagi psicologici", scrivono le associazioni cittadine che supportano il progetto, tra cui Auser Bologna, Don't Panic, così come riporta la Dire - Organizziamoci, Sardine, Forum terzo settore, Volabo, Cngei, Agesci, Yoox, Grifo, Una città con te, The Crew, Unione rete studenti universitari e Acer. Queste realtà hanno firmato un patto di collaborazione con il Comune di Bologna per definire i dettagli dell'iniziativa e poter attivare subito i volontari, che al momento sono 250.

"L'intento è quello di far nascere un rapporto umano, uno scambio di amicizia tra le persone che si telefoneranno due volte a settimana per tutta la durata della quarantena -  spiegano i volontari - I rapporti però non si esauriranno con la fine dell'emergenza sanitaria ma, anzi, l'obiettivo è  proprio quello di portare avanti l'attività per un periodo più lungo, anche di sei mesi, con la possibilità di ampliare il bacino di utenza, anche facendo affidamento alla lista di persone anziane sole servita da 'L'unione fa la spesa', altro progetto seguito da Auser in collaborazione con Coop Alleanza 3.0. 

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