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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Campi si sterminio

"C’è un soffio di vita soltanto": al cinema la storia di Lucy, transessuale sopravvissuta a Dachau

Ha 96 anni e dalla sua casa nel bolognese racconta la tragedia dei campi di sterminio

Il 10 gennaio 2022 sarà al cinema "C’è un soffio di vita soltanto". Realizzato quasi interamente durante l’anno della pandemia, racconta l’emozionante e singolare storia di Lucy Salani, la donna transessuale più anziana d’Italia.

I resigisti Matteo Botrugno e Daniele Coluccini raccontano la storia di Lucy Salani, la più anziana transessuale italiane, tra le pochissime sopravvissute al campo di concentramento di Dachau. Oggi a 96 anni e vive alla periferia di Bologna e dalla sua casa ha raccontato la sua storia rivelando che ancora oggi, certe notti, sogna le cose più orrende che ha visto e per questo vuole che la gente sappia cosa succedeva nei campi di concentramento, perché non accada più.

"Abbiamo visto Lucy per la prima volta in un'intervista su YouTube. Si presentava come una persona fuori dagli schemi e la sua storia era assolutamente unica. È stata uomo e donna, figlio e madre, prigioniero nel campo di concentramento di Dachau, amica, amante, prostituta. La sua vita è stata un saliscendi di eventi, ora tragici, ora più sereni. L'abbiamo scovata nella sua casa popolare nella periferia bolognese, l'abbiamo conosciuta e abbiamo ascoltato per ore la storia della sua vita, decidendo così di realizzare un film su di lei, sulla sua umanità, sul suo coraggio e sul suo indistruttibile attaccamento alla vita", così i registi Matteo Botrugno e Daniele Coluccini spiegano come è nata l'idea del documentario su Lucy Salani. 

La terribile esperienza a Dachau

"Rimasi in quel campo sei mesi e il giorno in cui i tedeschi capirono che era finita ci ammucchiarono al centro del campo e iniziarono a sparare. Io fui ferita a una gamba e svenni, mi trovarono gli americani in mezzo ai cadaveri… E così ritornai a casa, in Italia. Quando mia madre mi vide, svenne. Mi credeva morto, fucilato. E quando ci penso ancora oggi non so proprio come ho fatto a sopravvivere a tutto questo. Ancora alcune notti mi sogno le cose più orrende che ho visto e mi sembra di essere ancora lì dentro e per questo voglio che la gente sappia cosa succedeva nei campi di concentramento perché non accada più", si legge nell’articolo pubblicato per la Giornata della Memoria 2021 e dedicato a Lucy Salani. 

Approfindimenti sull'articolo di Francesca Aimo per Torino Today 

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