AccaddeOggi: Charles Dickens arrivò a Bologna e scrisse tutto in un libro

Lo scrittore fece tappa in città nel corso di un viaggio che attraversò l' Italia tra il 1844 e il 1845

Foto Città Metropolitana di Bologna

Era il 10 novembre del 1844 quando lo scrittore inglese Charles Dickens arrivò a Bologna. L'uomo fece tappa in città nel corso di un viaggio che attraversò Italia tra il 1844 e il 1845.

Sotto le Due Torri Dickens si fermò solo mezza giornata, lasciando alcune impressioni nel libro "Pictures from Italy", "Impressioni d’Italia" pubblicato nel 1846, raccontando la sua visita alla Certosa, meta privilegiata del viaggiatore colto nell’Ottocento, in cui si trova a passeggiare "tra le maestose tombe e i marmorei colonnati, in compagnia di una brigatella di contadini, e guidato da un Cicerone bolognese, un piccolino, tenero oltre ogni credere dell'onore della sua città e attentissimo a distogliere la mia attenzione dai monumenti meno belli, mentre poi non rifiniva mai di magnificarmi quei belli".

Lo scrittore raccontà anche le emozioni che gli suscitò Bologna: "C'è come un'aura grave e dotta che si libra e si stende su questa città, e che, mentre diffonde una mestizia che non dispiace al visitatore, basterebbe da sé a lasciargli di essa un'impressione particolare e affatto distinta fra tutte le altre città, anche senza la rimembranza delle due torri pendenti (costrutte in mattoni e abbastanza brutte, bisogna dirlo), che si inclinano l'una verso l'altra, come per farsi un inchino duro e stecchito. Viste nello sfondo di alcuna delle più strette vie, queste due torri chiudono la prospettiva in maniera singolarissima. Bologna vivrà anche in modo spiccato nella memoria del visitatore pei suoi istituti, le sue chiese, i suoi palazzi, e soprattutto per l'Accademia di Belle Arti, dove è schierato un esercito di pregievoli quadri, in ispecie di Guido, Domenichino e Lodovico Carracci. Ma se anche non ci fosse nulla di tutto questo e non ci fosse altro per rammentarvela che la gran meridiana tracciata sul pavimento della chiesa di San Petronio, sulla quale il raggio solare segna le ore in mezzo alla gente inginocchiata, resterebbe sempre una rimembranza fantastica e gradita".

Fonte: Città Metropolitana di Bologna
 

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