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Foto Opera Padre Marella

Foto Opera Padre Marella

Padre Marella: una vita dedicata a orfani e poveri

Un sacerdote che ha dedicato tutta la sua vita ad aiutare chi ne aveva bisogno, approdato a Bologna nel 1924

Giuseppe Olinto Marella nacque il 14 giugno del 1882 a Pellestrina (Venezia), e fin dall'adolescenza mostrò inclinazione alla vita ecclesiastica. Terminate le scuole andò a Roma per proseguire gli studi nell'Apollinare, l'Istituto superiore di studi ecclesiastici, dove ebbe come compagno di corso Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII.

La sospensione 'a divinis'

Dopo la laurea in Teologia e Filosofia diventò sacerdote ne 1904, e celebrò la prima Messa nella città natale. Un sacerdote definito 'brillante', al quale fu affidato l'incarico di insegnante nel seminario di Chioggia. Nel 1909, con l'aiuto del fratello Tullio progettò il Ricreatorio popolare a Pellestrina, e in breve tempo raccolse attorno a sé i bambini della parrocchia, educandoli con dei metodi  considerati 'troppo moderni', che gli procurarono qualche problema. Nello stesso anno infatti, don Olinto Marella fu sospeso “a divinis” con il divieto di accostarsi all'Eucarestia in diocesi.Una decisione forte, che fu presa perché diede ospitalità allo “scomunicato” Romolo Murri, suo amico fin dal seminario. Costretto a lasciare la città iniziò un lungo pellegrinaggio in varie città italiane, dove riuscì a ottenere varie cattedre di insegnamento.

Un film su Padre Marella, casting  e raccolta fondi al via: "Il sogno di coinvolgere attivamente tutta la città si avvera"

Padre Marella a Bologna

Don Olinto arrivò a Bologna nel 1924, come insegnante di storia e filosofia nei licei Galvani e Minghetti, dove rimase in cattedra fino al 1948. La sospension 'a divinis' gli fu tolta nel 1925 da cardinale Nasalli Rocca, che lo riabilitò accogliendolo nella Diocesi di Bologna. Fin da subito si prodigò soprattutto per i poveri in provincia. Nel  1932 entrò a fa parte del Consiglio della San Vincenzo. In seguito, dopo la costruzione delle case popolari di via Vezza, Piana, Pier Crescenzi, Mascarella, Scipione del Ferro, dirige l'assistenza religiosa degli agglomerati urbani. In quegli anni trasformò in piccole cappelle alcune cantine dei palazzoni appena costruiti. Negli stessi anni ospitò nell'appartamento di via S. Mamolo 23, dieci piccoli bambini orfani, dove contemporaneamente trovano rifugio anche perseguitati politici.

Un uomo di forte fede, che in silenzio si è  prodigato per chi ne aveva bisogno, riuscendiìo a toccare con delicatezza estrema il cuore di tutti: un vero punto di riferimento per la città di Bologna. A un certo punto decide di farsi mendicante per condividere al meglio la condizione dei poveri. La sua volontà era quella lanciare a tutti un messaggio forte: non restare indifferenti di fronte a chi soffre. Non a caso si prodiga in tutto per tutto per accogliere nelle sue case rifugio un impressionante numero di orfani e  di poveri. 

Beatificazione Padre Marella in Piazza Maggiore: la cerimonia è su prenotazione 

L'aiuto concreto

Padre Marella, così come ornai era noto a Bologna, riuscì dopo tempo a ottenere dalla nettezza urbana un vecchio magazzino, che nel 1948 fu trasformato nella prima rudimentale “Città dei Ragazzi”, in via Piana a Bologna. Gli anni a seguire ebbe diversi riconosciment,i come i due “Premi della Bontà” da parte della Regione e della Provincia, o il premio “Notte di Natale” Angelo Motta.

Istitui una prima Città dei Ragazzi con cinque laboratori-scuola cui, nel 1954, segue la seconda a San Lazzaro di Savena, e il “Villaggio Artigiano” con 24 abitazioni, la “Casa della Carità” e la “chiesa della Sacra Famiglia”. A Brento di Monzuno costruì la chiesa di San Ansano e la “Casa del Pellegrino”. Ma se ka città ormai riconosceva a pieno il suo operato, per alcuni confratelli di sacerdozio era spesso un personaggio da tenere 'sotto controllo' perché troppo evangelico e poco canonico. Nel 1960 Papa Giovanni XXIII scrive una lettera al Card. Lercaro a favore dell'”Opera assistenziale del mio carissimo amico e Padre Marella”, inviando l'offerta di un milione. L'8 ottobre 1968 don Olinto detta il suo Testamento Spirituale e nomina suo successore Padre Alessandro Mercuriali.

Il 6 settembre 1969, dopo aver ricevuto pienamente i conforti religiosi, attorniato dai suoi ragazzi, si spegne all'età di 87 anni, lasciando un'eredità di amore e carità che a 50 anni dalla sua scomparsa porta ancora frutti copiosi perché affonda le radici nella Divina Provvidenza, la quale non abbandona mai nessuno, ma soprattutto chi si prende cura dei poveri.

La salma del Padre dal 1980 riposa nella Chiesa della Sacra Famiglia in San Lazzaro come da suo desiderio: “Vicino ai miei ragazzi”.

 Il 27 marzo 2013 papa Francesco ha promulgato il decreto che lo dichiarava Venerabile.

Fonte: Opera Padre Marella

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