Accadde oggi: il 24 giugno crollò la Rupe di Sasso

In piena notte si staccarono 2.500 metri cubi di roccia dal monte causando morte e distruzione

Foto archivio

Era il 24 giugno del 1892 quando crollò la Rupe di Sasso. Mancavano pochi minuti alle tre, in città regnava il silenzio e quasi nessuno era per strada e anche per questo, il boato simile a un terremoto, svegliò tutti in pochi istanti. Circa 2.500 metri cubi, cioè 50mila quintali di roccia, si staccarono dal monte frantumandosi, formando macigni di ogni tipo e dimensione, distruggendo cinque case, provocando 14 vittime e 10 feriti. 

La Rupe è un simbolo per il Comune di Sasso, ma è sempre stata caratterizzata dai crolli, così come raccontano documenti e libri. 

Nel 1477 Nicolò Sanuti primo Conte della Porretta sul finire del XV secolo edificò a poche centinaia di metri dalla Rupe una villa con all’interno del cortile una copiosa fontana, che poi darà il nome sia alla villa (Villa Fontana o Villa Sanuti) che al borghetto di case che nel tempo verranno costruite li attorno, fece a sue spese ampliare notevolmente l’oratorio, che da allora in poi verrà chiamato Santuario. Nel 1660 D. Bettino , che ebbe il rettorato del santuario, fece scavare una canonica a fianco e comunicante con il santuario. Nel 1738 il capomastro Taruffi, portò la lunghezza del santuario a metri 15 e la larghezza a metri 12,35. Nel 1786 l’architetto Tadolini lamentava che, per l’erezione di due pilastri di sostegno di una campana si fosse voluto guadagnare altro spazio con ulteriore scavo, era apparsa una grossa crepa che dalla sagrestia percorreva tutta la chiesa nella sua lunghezza fino alla casa del rettore. In una domenica sera del mese del gennaio 1787, che una grossa falda si stacca dal cielo della grotta piombando quasi al centro del santuario. 

Dopo il crollo, il Governo di Bologna e le autorità locali inviarono Giacomo Dotti architetto del Senato e il perito Francesco Rossi,  e tutti convenirono sul pericolo che ora la chiesa comportava. Si ordinò di chiudere il Santuario e tutte le cave esistenti attorno alla Rupe. 

Con delibera del Senato di Bologna, viene fissato per il 31 maggio 1787 il giorno della traslazione della Madonna, dal Santuario della Rupe al Borgo del Sasso. È la seconda domenica del mese e si calcola che almeno tremila persone abbiano partecipano alla sacra processione. La sacra immagine troverà ospitalità nell’oratorio di Villa Ranuzzi , dove rimarrà per 44 anni.

Fonte: Città Metropolitana e Sassomarconifoto.it

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