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Gara di solidarietà per il gattino Opel: salvato dai Vigili del Fuoco ora necessita di cure

Il forte appello dei volontari dell'Oasi Felina di Pianoro: "Ogni aiuto è fondamentale"

Questa estate il miagolio disperato di un micino aveva attirato l'attenzione dei dipendenti di una ditta che, vista la situazione, avevano chiesto subito l'intervento dei Vigili del Fuoco. Il gatto, un cucciolo bianco e rosso di pochi mesi, nel frattempo aveva perso conoscenza ma dopo un difficile intervento i caschi rossi sono riusciti a estrarlo dal motore del mezzo dove era rimasto incastrato, e una volta rianimato lo hanno consegnato ai volontari dell'Oasi Felina di Pianoro.

Il 21 agosto poi, la bella notizia:  Opel, questo il nome del gatto dato dai volontari in ricordo del furgone nel quale stava per perdere la vita, è stato adottato. "L'inserimento in casa - raccontano i volontari dell'Oasi - andava benissimo, ma poco tempo dopo le cose sono cambiate. Opel dormiva molto, era mogio e non giocava quasi più. In pochissimi giorni l'addome si è gonfiato e la diagnosi crudele non è tardata: peritonite infettiva felina (FIP), una malattia molto grave che nella sua forma conclamata conduce rapidamente alla morte". E ancora: "Il 19 settembre Opel è rientrato in Oasi con un aspetto terribile. Pelo arruffato, poca mobilità e pochissimo appetito. Da tempo eravamo venuti a conoscenza di una cura sperimentale per la FIP messa a punto negli USALe condizioni di Opel peggioravano rapidamente e non gli restava molto tempo. Dopo esserci documentati velocemente abbiamo deciso di tentare la cura innovativa che prevede una puntura al giorno".

I volontari , spiegando la situazione, ora lanciano un appello: "La cura ha dato ottimi risultati. Opel ha ritrovato appetito e in 48 giorni il suo peso è passato da 1 chilo e 700 grammi a 2 chili e 700 grammi. Gli esami di controllo hanno dato ottimi segnali di miglioramento ma ora siamo a metà del piano terapeutico e siamo in difficoltà economica. Una fiala costa 85 dollari americani e ad Opel ne abbiamo già somministrate 10, un numero che dovremo aumentare molto dal momento che il dosaggio della medicina aumenta al crescere del peso. Abbiamo dunque pensato di lanciare attraverso i nostri social una campagna di raccolta fondi che ha già dato buoni frutti. Per noi ogni aiuto è fondamentale. Quella di Opel - concludono i volontari dell'Oasi - è decisamente una vita con poca fortuna: eppure grazie alla solidarietà delle persone le speranze per lui sono ancora vive".

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