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Il vaso dell'Amarena Fabbri è inimitabile: la sentenza del tribunale di Shangai

Chiuso il contenzioso. Il tribunale si è pronunciato contro due aziende dolciarie cinesi

Oltre al Parmigiano e ai tanti altri prodotti italiani "taroccati" in giro per il mondo, si è tentato imitare anche lo storico "vaso di Amarena Fabbri", diventata icona dell'azienda bolognese e del made in Italy, che nel 2015 ha festeggiato il suo centenario ed è esportata in tutto il mondo con il caratteristico contenitore esposto anche al Moma di New York. 

Come riferisce "Gambero Rosso", dalla Cina arriva una sentenza che apre un precedente importante: i giudici della Corte del Popolo del distretto di Shanghai Yangpu hanno deciso di proibire ogni tentativo di imitazione del vaso sul territorio cinese, nel rispetto “dell’alta reputazione del packaging di Fabbri”.

Il design concepito quasi cento anni fa dai ceramisti faentini (era il 1928, come racconta oggi Davide Servadei, pronipote del maestro Riccardo Gatti), dunque, è unico nel suo genere, fortemente identificativo e inimitabile: la tipica forma orientale del vaso, con la base stretta e le spalle larghe, servì in origine per garantire la funzionalità dell’oggetto, abitualmente collocato, all’epoca, sui carretti ambulanti del gelato; la decorazione, invece, è debitrice alla storia del territorio emiliano, ispirata al cosiddetto motivo rinascimentale “alla porcellana” (a propria volta frutto di suggestioni importate dai commercianti che si muovevano lungo la Via della Seta), con fiori blu scuro in campo bianco.

La sentenza chiude un contenzioso avviato alla fine del 2019 con il tribunale che si è pronunciato contro le aziende dolciarie cinesi Yi Pai Chocolate e Beijing Jin Mai Xing Long Food, che per le proprie confezioni facevano uso di una decorazione blu su sfondo bianco chiaramente mutuata da Fabbri, riporta sempre Gambero Rosso. 

“Questa sentenza è la riprova che il lavoro compiuto da imprenditori determinati, affiancati dalle diplomazie italiana e cinese può raggiungere risultati positivi, e che oggi anche in Cina i marchi internazionali e il nostro made in Italy sono equamente tutelati”, spiega Nicola Fabbri, presidente di Fabbri China (nel Paese l’azienda opera dal 2009). E la decisione è non solo una vittoria per Amarena Fabbri, ma pure per la Bottega Gatti, che a Faenza continua un lavoro altamente qualificato nel tramandare l’arte locale della ceramica.

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