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Lavoro in affanno post Covid ma le offerte non mancano: scopri quali sono

Secondo i dati diffusi da Unioncamere, il tasso di disoccupazione sarà del +7,8% ciò nonostante, ci sono settori che vanno in controtendenza e sono alla ricerca di personale da inserire in azienda

L'emergenza sanitaria che ha avuto risvolti globali, ha avuto pesanti ripercussioni anche sul mondo del lavoro che in Italia ha dovuto fare i conti con i repentini stop imposti dal governo centrale. Lockdown, blocco delle produzioni e una ripartenza a singhiozzo, hanno pesato in maniera importante e hanno portato l'economia emiliano-romagnola ad una battuta d'arresto con un'impennata del tasso di disoccupazione, che dopo essere sceso quasi sotto il 5% nel 2019, si stima risalirà nel 2021 fino al 7,8%, ai massimi dal 2014.

È questo lo spaccato che emerge dagli "Scenari per le economie locali" di Prometeia, uno strumento in uso ad Unioncamere Emilia Romagna capace di elaborare previsioni delle principali variabili economiche con articolazione nazionale, regionale e provinciale e disaggregazione a quattro settori economici, con riferimento temporale annuale ed aggiornamento trimestrale.

Se il 2020 chiuderà con una caduta del Pil del 10,6%, l'Emilia-Romagna avrà una crescita del + 6,8%, ma del tutto insufficiente per recuperare la perdita dell'anno in corso. La recessione sarà dunque "forte e profonda - rende noto Unioncamere - molto più grave di quella del 2009 e con effetti più duraturi". 

Le regioni del Nord Italia saranno quindi le più colpite e l'andamento del Pil regionale si allontanerà da quello della Germania, nonostante la comune dipendenza dal commercio internazionale e i legami del sistema produttivo. Ma la ripresa attesa nel 2021 dovrebbe riportare l'Emilia-Romagna nelle posizioni di vertice, al secondo posto dietro il Veneto.

Quello che peserà maggiormente, a livello regionale, sarà il crollo degli investimenti (-19,6%), la caduta delle esportazioni (-16,3%) e non contenuta da una maggiore resistenza dei consumi (-10,1%). L'industria (15,1%) e le costruzioni (14,1%) accuseranno il colpo più duro, ma anche nei servizi la recessione sarà pesante (-8,7%).

Nel 2020 gli effetti della pandemia porteranno ad una sensibile riduzione delle forze lavoro (-2,4%) e dell'occupazione (-2,7%), per la fuoriuscita dal mercato di molti lavoratori non tutelati, con un contenuto aumento della disoccupazione.

Per parlare di ripresa si deve guardare al 2021, ma sarà parziale in tutti i settori; quello più pronto sarà il comparto industriale (+13,4%). Ciò nonostante ci sono dei settori che continuano ad investire e necessitano di forza lavoro come il farmaceutico piuttosto che la logistica e piuttosto che la grande distribuzione. Non solo, esistono percorsi di orientamento e formazione come diritto mirato, proposto da Adecco, che aiutano le persone disoccupate nella costruzione della professione e nella ricerca di lavoro. Ecco quindi uno spaccato delle posizioni aperte su Bologna la cui selezione avviene attraverso il personale Adecco.

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