Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Lavoro, le imprese cercano nuovi profili da assumere ma non li trovano

In Emilia Romagna sono previste oltre 20 mila assunzioni entro un mese, ma le imprese non trovano il 40% dei profili richiesti

Mentre l'Italia prova a recuperare il terreno (e il tempo) perso nel 2020 a causa della pandemia, in quella che si prospetta una ripresa non facile, ci sono città che risentono maggiormente di altre di difficoltà strutturali e occupazionali.

E' il caso di Bologna: se infatti, da una parte, il settore industriale aveva ripreso a correre già nella scorsa primavera, registrando un +15% degli ordini e un +17% della produzione (fonte: Il Sole 24 Ore), quello che sembra più difficile da recuperare è invece il ritardo sul fronte infrastrutturale.

Obiettivi del futuro: infrastrutture e giovani

Considerando, infatti, il traffico quotidiano da nord a sud, dove Bologna si colloca come un vero e proprio punto di snodo, la città e la sua rete stradale necessita da decenni di un passante autostradale all'interno di un grande piano di mobilità integrata.

Anche sul fronte occupazionale il capolouogo dell'Emilia-Romagna registra uno squilibrio tra domanda e offerta di lavoro, in una provincia dove solo tra settembre e ottobre si prevedono 24mila assunzioni, ma dove le imprese non trovano il 40% dei profili richiesti.

Sì, perchè nonostante il grande numero di istituti tecnici e la presenza della più antica università d’Europa ai vertici di classifiche internazionali per qualità, spesso gli studenti che parotono per l'estero ci rimangono. Un tema quanto mai attuale, che si traduce in un impoverimento graduale del capitale umano, formato in una delle università più prestigiose d'Italia, ma che poi mette in campo il proprio talento altrove.

Il progetto del Tecnopolo

Il progetto più grosso su cui Bologna si gioca il futuro è il Tecnopolo, un vero e proprio hub di oltre 6000 mq di infrastrutture di ricerca, laboratori e strumentazione di ultima generazione.

Creato con un investimento complessivo di 24 milioni di euro, cofinanziato dai fondi europei POR-FESR e dalla Regione Emilia-Romagna, il Tecnopolo Bologna CNR promuove l’innovazione sia dei sistemi industriali consolidati sia di quelli emergenti. I principali settori di riferimento includono le industrie manifatturiere di molteplici settori quali automazione, packaging, elettromedicale, cosmetica, agroalimentare, monitoraggio e bonifica ambientale. Un'opportunità unica in termini di lavoro e di occupazione in un futuro sempre più prossimo.

Un bivio in grado di cambiare il futuro

Quello a cui si trova davanti Bologna è un vero e proprio bivio: se, da una parte, la città è in vetta alle classifiche nazionali per Pil, ricchezza pro capite e qualità della vita - una città, per dirla in breve, a misura d’uomo - al tempo stesso soffre di un atteggiamento protezionista che, in qualche modo, ne rallenta o ne blocca le potenzialità.

Questa, in sintesi, l'analisi delle indagini Ipsos che portano non solo Confindustria Emilia ma anche il mondo della cooperazione (l’Aci-Alleanza delle coop Italiane solo a Bologna rappresenta quasi 500 imprese, oltre 80mila lavoratori e più di 2,7 milioni di soci) a chiedere di porre l'attenzione su due punti chiave per disegnare un futuro più chiaro, e soprattutto più prospero: i giovani, con le loro professionalità valorizzate localmente, e le infrastrutture, con un grande piano di mobilità integrata e interconnessa tra aeroporto, ferrovia e autostazione.

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