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Effetto lockdown, vola l'e-commerce in Emilia Romagna

I dati sulle micro e piccole imprese

L'ultimo sondaggio realizzato dal Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna parla chiaro. Le micro e piccole imprese emiliano-romagnole, durante l'emergenza sanitaria, hanno aumentato in maniera considerevole l'utilizzo degli strumenti digitali.

I numeri parlano di 162 mila micro e piccole imprese del territorio. Il 70,5% di queste ha aumentato l'utilizzo di uno o più strumenti digitali, il 36,5% ne ha ampliato le funzionalità, mentre il 29,1% ha introdotto uno o più strumenti digitali che non erano presenti in azienda prima della crisi da Coronavirus.

Emilia-Romagna post lock-down: le imprese puntano sempre di più sugli strumenti digitali

Gli strumenti digitali sono una dimostrazione della voglia di reagire alle difficoltà contando su uno strumento, come l'e-commerce, che diventa sempre più utile anche per la ripartenza.

Per relazionarsi meglio con fornitori e clienti il 57,3% delle imprese che fanno parte di questa indagine ha implementato l'utilizzo di una o più tecnologie digitali, come:

  • sito web;
  • social network;
  • piattaforme di videoconferenze;
  • piattaforme per la formazione online:
  • e-commerce.

Il valore delle vendite, nel trimestre marzo-maggio, secondo Confartigianato ha registrato un +194 milioni di euro.

Tra i settori in cui si è registrata una vera impennata ci sono alcuni settori emergenti come: pet care (+154%), cibi freschi e confezionati (+130%), prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93%).

Facebook, in primo luogo, e Instagram sono i social più utilizzati per promuovere l’attività sul web.

Tra i maggiori relativi alla presenza sul web vengono sottolineati:

  • l'aumento del fatturato;
  • il  miglioramento dell’immagine aziendale;
  • l'aumento della clientela;
  • la fidelizzazione della clientela.

E-commerce Emilia-Romagna: dalla pandemia nuove opportunità

A Bologna sono tanti i commercianti che, a causa del lockdown, hanno cambiato mentalità e che stanno provando a superare le difficoltà della pandemia, aprendosi al settore delle vendite online.

Ad esempio i commercianti della storica Drogheria della Pioggia hanno raccontato a BolognaToday come durante l'emergenza abbiano lavorato con le consegne a domicilio ricevendo le ordinazioni attraverso vari mezzi. 

Ora, dopo i buoni riscontri avuti sui prodotti per la casa e sui classici di Pasqua, stanno aspettando di diventare operativi attraverso una particolare piattaforma di vendita pensata apposta per le botteghe storiche.

Altri esempi virtuosi arrivano da due realtà nel settore dell'abbigliamento. Marco Cremonini, titolare di due negozi di , uno di moda uomo in via D'Azeglio e uno donna/mare/intimo a Ferrara (è anche presidente Federmoda Emilia-Romagna), nell'analizzare la sua esperienza nell'e-commerce sottolinea come le donne siano più predisposte avendo una conoscenza maggiore di taglie e vestibilità, mentre l'uomo sente la necessità di provare, soprattutto se si tratta di capi spalla. Attraverso i social, però, è riuscito a mandare un messaggio positivo ai clienti storici e, gradualmente, ne sta acquisendo di nuovi. Per questo ha deciso di potenziare l’e-commerce con una piattaforma ad hoc.

Donatella Bellini, titolare di un monomarca di calzature in Porta Sant'Isaia, aperto dalla nonna nel 1945, ha messo da parte lo scetticismo ed ha puntato sui social. Il Coronavirus è stato uno spartiacque che l'ha costretta a lanciarsi nell'avventura e-commerce.  Grazie allo store virtuale è riuscita a mantenere il contatto con i suoi clienti e ne sta conquistando di nuovi, anche fuori da Bologna.

Il rapporto umano con il cliente resta insostituibile. In un momento difficile come questo, però, in piena convivenza con il Covid, stanno nascendo anche nuove opportunità, attraverso gli strumenti digitali, in un mercato del lavoro in evoluzione.


 

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