Movida in fase 2: multe, inasprimento controlli e appelli. Alla ricerca di un nuovo equilibrio

Sono ore che potrebbero essere decisive per capire che direzione da prendere nella gestione della movida bolognese. Si parla di controlli più rigidi e si attendono confronti tra comuni e esercenti dei locali. Intanto dall'amministrazione appelli diretti ai giovani

Zona U

Sono ore che potrebbero essere decisive per capire che direzione prendere per la gestione della movida bolognese, partita in salita, tra multe, assembramenti, proteste. Mentre si attende il confronto tra comune e alcuni esercenti dei locali delle zone del divertimento cittadino, il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha annunciato la stretta. Impiego serrato della polizia municipale che, non solo sarà impiegata - insieme alle forze dell'ordine - al fine di far rispettare il distanziamento sociale, ma anche per applicare sanzioni a chi non rispetta le regole. A livello nazionale, con una circoalre del Viminale, si 'corre ai ripari': intensificazione dei controlli e gestori dei locali che rischiano licenze e multe salate. Ai sindaci libertà di margine, come  poter chiudere aree e quartieri. 

Si cerca insomma un punto di equilibrio per gestire la 'movida in questa 'fase 2'. Perchè la quadra, è evidente, va ancora trovata. Nel Paese, così come all'ombra delle Due Torri. Lo dimostrano gli interventi delle forze dell'ordine per disperdere gli assembramenti - da piazza San Francesco a via Irnerio -  le multe già partire per alcuni locali, le voci di dissenso di certi osti che hanno minacciato di tenere giù le serrande. Emerge così tutta la complessità di trovare un punto di incontro. Tra la voglia dei giovani di riassaporare le libertà che sono comunque state concesse (i bar e i pub sono stati riaperti per essere frequentati,  rivendicano tanti giovani), la necessità e il diritto degli osti di svolgere il proprio lavoro ("non ci sentiamo tutelati", il grido da via del Pratello) e il doveroso rispetto delle norme in vigore. Norme che è necessario osservare. Perchè la lotta contro il coronavirus non è ancora stata vinta, va ricordato.

Bonaccini e Merola, monito ai giovani

Rispetto delle regole ricordato nelle scorse ore dal Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. "Chiediamo prudenza, ancora non è stato sconfitto il virus...le restrizioni hanno pagato e ci permettono ora di riveder partire le nostre attività. Sono il 95% quelle ripartite dallo scorso lunedì in Emilia Romagna...ma dobbiamo avere cautela, mantenere le distanze e usare i dispositivi di protezione. C'è una luce infondo al tunnel ". Così il Governatore  alle telecamere di Rai 1, tornando a chiedere agli emiliano-romagnoli di usare senso di responsabilità e rispetto delle regole. Nello svolgimento delle attività lavorative, in quelle quotidiane e nel tempo libero. Proprio sul tema della movida Bonaccini si è rivolto direttamente ai giovani, duramente: "A ragazzi dico che se vogliono vanificare i sacrifici fatti fino ad ora -grazie ai quali-abbiamo potuto riaprire -se ne prenderanno la responsabilità.Se qualcuno non capisce, bisognerà intervenire".

Piazza San Francesco, in troppi seduti vicino: la polizia disperde gli assembramenti | VIDEO 

Parole che fanno eco a quelle del sindaco del capoluogo emiliano, Virginio Merola, che via social - il giorno dopo la riapertura dei locali - aveva indirizzato un lungo messaggio ai giovani bolognesi, appellandosi alla loro collaborazione in questo momento così delicato di lotta al virus: "Riapriamo sapendo che è un rischio. Con tutte le precauzioni possibili. Ma vorrei che fosse chiaro che non si torna alla vita normale: si continua a lottare contro il virus e si conduce una vita che convive con il rischio di ricadute e contagi. La paura ci serve a praticare la distanza, a indossare correttamente la mascherina". Così scriveva sulla sua pagina Fb il primo cittadino, sottolineando che "dobbiamo contare sulla vostra responsabilità, anche nella movida. Più saremo prudenti, più saremo sicuri e liberi. Arriverà l'App per il tracciamento, si rafforzerà ancora di più la capacità di fare i tamponi. Ma prendete in mano voi il destino di questa città. Siate voi le sentinelle della giusta distanza, date l'esempio agli adulti".

Movida a Bologna, partenza in salita

Il monito di Merola è arrivato dopo le diverse segnalazioni circolate circa assembramenti nei pressi di locali e nelle zone più vive della vita notturna cittadina, dove i giovani si sono riversati una volta ottenetuo il via libera. Dalla zona U, a piazza San Francesco. Da via Irnerio a via del Pratello. Proprio in questa ultima - dove sono state elevate alcune sanzioni - un paio di gestori di locali hanno minacciato di abbassare le serrande. Una sanzione per "presunti assembramenti in strada nella scorsa settimana, quando effettuavamo solo servizio da asporto". Così, ad esempio, Mutenye pub, dicendosi "costretto a chiudere per protesta, non sentendoci tutelati e sentendoci delusi dalla gestione dell'amministrazione che scarica la responsabilità sul buon senso di clienti e commercianti".


 

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