La Bologna post-Covid, Mazzanti: "Ironia della sorte, l’emergenza ci porta proprio verso la mobilità dolce"

"Sul distanziamento sociale sul trasporto pubblico, la situazione è migliorata con l’ultimo decreto ma rimane un problema per il nostro Paese rimanere troppo al di sotto delle percentuali in vigore negli altri Paesi europei"

Lasciamoci alle spalle il periodo più buio della pandemia analizzandolo dal punto di vista della mobilità e del trasporto pubblico, immaginando anche il futuro che parte da oggi e che inevitabilmente sarà condizionato dalle regole del distanziamento e dalle conseguenze della pandemia sulla vita di ogni giorno. É l’assessore alle politiche per la mobilità del Comune di Bologna, Claudio Mazzanti a ripercorrere gli ultimi mesi anticipando ciò che accadrà nei prossimi, quando l'aeroporto tornerà a regime e grazie al traino dei contributi statali a fondo perduto molti si convertiranno all'uso di biciclette, monopattini e altri mezzi ecologici. 

Gli effetti del Covid-19 sulla mobilità e sul trasporto pubblico cittadino: come è andata durante l'emergenza? Che voto ci diamo sul livello di adeguamento alle nuove norme e i tempi di reazione dei servizi?

"L’emergenza sanitaria ha portato a un abbattimento dei fruitori del mezzo pubblico del 95%, questo sia sul trasporto pubblico che sui taxi, ncc e anche sui trasporti a lunga percorrenza, che vanno dall'estero all'Italia e viceversa. Noi abbiamo mantenuto un livello di servizio pubblico molto alto, all’80% del suo potenziale, perché comunque abbiamo garantito il servizio, sempre, a quel 6% di persone che hanno continuato a usufruire del mezzo pubblico per andare a lavorare in sicurezza.

Abbiamo solo sospeso il controllo e il pagamento della sosta. A Bologna, prima del coronavirus, entravano in città 170 mila macchine circa: durante il lockdown ne entravano 30 mila circa. A questo punto non essendoci più le zone a rotazione, da marzo fino al 17 maggio abbiamo sospeso il controllo della sosta anche per mettere in protezione gli operatori. Per lo stesso motivo è stato sospeso anche il controllo sugli autobus. Abbiamo invece mantenuto durante tutto il periodo i sistemi Ztl, pedonalità, telecontrollo corsie preferenziali, perché tutte controllate elettronicamente.

Il crollo dell’utenza ha rappresentato una perdita economica enorme, in Emilia-Romagna la perdita mensile sul servizio di trasporto pubblico gomma-ferro, senza contare i taxi e i privati, era di 30 milioni al mese e Bologna da sola rappresenta il 65% di tutto il trasporto pubblico locale regionale".

Bonus per la mobilità sostenibile e piste ciclabili: "Bologna si trova in una situazione ottimale"

Abbiamo imparato qualcosa di utile per il futuro sul tema? Si riparte da qui (incentivi in primis) per una mobilità più sostenibile?

"Il Governo ha ha deliberato fondi per incentivare la mobilità ciclabile, con contributi a fondo perduto di 500 euro per l'acquisto di biciclette, monopattini, cardio-bike, eccetera, che dal 4 maggio 2020 si possono comprare e stiamo aspettando la circolare che fissa come viene dato il rimborso. A Bologna avevamo già una misura simile e ora vedremo come utilizzare le risorse comunali già stanziate per i rimborsi di 300 euro che noi già avevamo previsto, perché i due contributi non si possono sommare.

Altro tema è quello degli incentivi per le persone che vanno a lavorare in bicicletta. Anche li c’è un fondo regionale che dà contributi per chilometro, se l'azienda stipula la convenzione con il Comune, alla fine del mese viene data una cifra forfettaria per i chilometri percorsi.

Altra cosa importante sono le modifiche al Codice della strada per incentivare la realizzazione di piste ciclabili, anche di emergenza. Noi a Bologna abbiamo il biciplan attuativo nel PGTU e le PUMS, per noi sono anticipi di piste che comunque avevamo programmato nel piano investimenti. Bologna si trova in una situazione ottimale: abbiamo già 180 chilometri di piste ciclabili, più quelle che faremo in emergenza (altri 20 chilometri) più quelle che partono adesso già appaltate perché erano già in piano investimenti 2020. Anticipiamo dunque qualcosa del 2021. Tutto ormai si sta muovendo in questa direzione e su questo tutti i Comuni a livello di Anci stanno premendo sul Governo.

Come Anci stiamo anche battagliando perché il fondo stanziato per il trasporto pubblico locale, bus e treni, venga incrementato per il mantenimento delle percorrenze. Abbiamo chiesto al Governo che entro la fine dell’anno stanzi altri 800 milioni di euro, altrimenti molte aziende di trasporto in Italia rischiano la chiusura. Non è il caso di Bologna, Milano e Venezia, che hanno aziende solide, ma c'è il rischio di trovarsi costretti a tagliare i servizi. Ci vuole un controllo reale di come vengono ripartiti i finanziamenti, Bologna, Milano e Venezia coprono il 50% del costo di gestione con i biglietti e gli abbonamenti, altre realtà hanno il 10-15%. In queste situazioni le aziende che funzionano bene, che non hanno il bilancio in rosso, ma hanno utili da investire in nuovi mezzi, sono le più penalizzate e non può essere così.

Bologna fra 10 anni: come sarà?

Tram, People Mover, micromobilità sostenibile e piste ciclabili: come immagina Bologna fra 10 anni?

"Immagino Bologna che continua nel suo progetto che si è data nel PGTU, PUMS, masterplan, nella sua attività di mobilità dolce con l'implementazione delle isole pedonali. Sulle isole pedonali stiamo lavorando, ne abbiamo già deliberate 4 e altre 4 arriveranno. Abbiamo concorso per il progetto Bologna Verde, un progetto regionale finanziato dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Emilia-Romagna per telecontrollare tutti gli accessi a Bologna dalla tangenziale, in modo tale che se ci fosse bisogno di arrivare a delle sospensioni e dei blocchi per emergenza noi siamo in grado di farlo.

Dobbiamo arrivare a quello che è l'obiettivo del nostro PGTU, cioè avere grosse zone di rispetto totalmente ambientale e, ironia della sorte, l’emergenza sanitaria da questo punto di vista ci costringe ad andare proprio in questa direzione: solo poco tempo fa infatti non era immaginabile che tanti commercianti e artigiani ci chiedessero di realizzare tante isole pedonali. Penso alla chiusura di via Nazario Sauro o via Broccaindosso. Le persone hanno capito che gli spazi liberi sono fondamentali e importanti".

"Dobbiamo essere pronti per quando l'attività aeroportuale tornerà a regime"

"Del Tram abbiamo il primo progetto interamente finanziato e stiamo facendo il progetto esecutivo per andare in gara d’appalto - prosegue Mazzanti  - Per il People mover ci auguriamo che finiscano gli ultimi piccoli lavori e si cominci il pre-esercizio in modo da riuscire entro un tempo ragionevole a partire con il servizio, anche perché durante il lockdown non avrebbe avuto passeggeri visto che l'aeroporto era bloccato. Oggi pian piano si riprende e noi dobbiamo essere pronti per quando l'attività aeroportuale tornerà a regime, per fornire il servizio nel rispetto delle misure in vigore. E a questo proposito, per quanto riguarda il distanziamento sociale sul trasporto pubblico, la situazione è migliorata con l’ultimo decreto ma rimane un problema per il nostro Paese rimanere troppo al di sotto delle percentuali in vigore negli altri Paesi europei".

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