Nella fabbrica delle bolle di sapone: "Siamo qui dal '38. Il brevetto del labirinto sul tappo era il nostro"

Viaggio in una realtà unica nel suo genere nel panorama nazionale. A dirigerla la famiglia Melotti, arrivata alla terza generazione, che esporta in 50 paesi. Il Covid? "Ha accelerato alcuni progetti"

Da sx: Alessandro Melotti (CEO), Alberto Melotti (Responsabile Manutenzione), Arianna Melotti (Marketing e Comunicazione), Allegra Melotti (Responsabile Marketing), Andrea Melotti (Presidente).

Sfere perfette, iridescenti, leggere e delicate, rilassanti, adorate dai bambini ma esercitano un irresistibile fascino anche sugli adulti. Possono essere utile per risolvere complicati problemi matematici sullo spazio poiché rappresentano sempre la più piccola area di superficie tesa tra due punti o due confini e sono una risorsa anche per insegnare ai bimbi piccoli a respirare bene o a lavorare sul recupero facciale. Altri due indizi: generano ilarità e vengono prodotte a Bologna per 50 Paesi nel mondo. Sono le bolle di sapone e questa è la fabbrica che le produce.  

"Bologna land of bubbles": la fabbrica di bolle di sapone che nasce "per gioco"

Allegra Melotti rappresenta, insieme ai suoi fratelli Alberto e Arianna, la terza generazione di una famiglia che ha costruito una solida azienda fabbricando i sogni dei bambini, dai dolci alle bolle di sapone, che sono oggi il cuore della Dulcop di San Lazzaro, leader in Europa: è lei a presentarci il resto della famiglia nonchè i vertici della società. E tutti, dal fondatore all'attuale presidente hanno il nome che comincia con la lettera 'a': "Fu mio nonno Athos nel 1938 a fondare l'impresa, che allora era specializzata in dolcetti per bambini e si chiamava Dolciaria. Negli anni Sessanta, con l'acquisto dei macchinari per lo stampaggio delle materie plastiche è nata l'idea (inizialmente praticamente per gioco) di fare le bolle di sapone. Nell'82 producevamo 30 mila bolle al giorno, oggi arriviamo a 50 mila litri di liquido al giorno". 

A proseguire il racconto, il papà di Allegra e attuale presidente dell'azienda, Andrea Melotti: "Il brevetto del labirinto sul tappo del tubetto era il nostro. All'inizio la pallina era in metallo mentre oggi è in plastica: tantissime cose sono cambiate da quegli anni (soprattutto in termini di sicurezza), ma alla fine l'aspetto e le caratteristiche delle nostre bolle di sapone restano sempre quelle, dalla forma del contenitore al soffiatore. Tornando alla storia della nostra famiglia e della nostra attività, purtroppo nostro padre è venuto a mancare davvero troppo presto e nello stesso anno, il 1982, ho cominciato a lavorare anche io qui". E oggi i soci della Dulcop sono i due fratelli Andrea e Alessandro, mentre i dipendenti sono trenta per le tre linee produttive (compresa la tester di bolle di sapone!) e altrettanti in supporto nel periodo più caldo della produzione, i mesi che vanno da dicembre a luglio. Si perchè "Le bolle di sapone sono considerate un gioco stagionale anche se così non è visto che ci si gioca sempre, all'aperto e anche in casa. E' dunque spiegata la maggiore intensità produttiva dei mesi citati". 

Nastro-2

Producete solo bolle di sapone? "Produciamo bolle di sapone e giocabolle. Tubi da 60,175 e 300 millilitri e poi anche le taniche per la ricarica. Ci sono poi le cosiddette 'spade', che hanno un soffione che fa grandi bolle muovendolo in aria, la pasta per fare le bolle e poi dei giochini come la pistola spara bolle. Tutto è made in Italy (nello stabilimento di San Lazzaro ndr)  fatta eccezione per i giochi che sono prodotti in Cina e poi controllati e assemblati da noi". 

"Il ciclo di produzione di un tubetto di bolle di sapone dura 8 minuti"

A proposito di controlli: le bolle di sapone vanno in mano ai bambini e immaginiamo ci siano delle norme di sicurezza molto rigide, giusto? "La sicurezza è fondamentale. Eseguiamo giornalmente quattro milioni di controlli automatizzati sul 100% della produzione e siamo ad oggi l'unica azienda di bolle di sapone ad aver ottenuto la certificazione CE del Tipo, massimo livello di attestazione che un prodotto può ottenere e rilasciato solo da un ente notificato e terzo, quindi super partes. Il liquido non è pericoloso anche se ingerito e ogni tubetto ha uno speciale codice identificativo che garantisce un sistema di rintracciabilità immediata". 

Le bolle che aiutano anche per le riabilitazioni e in pediatria

Le bolle di sapone non passano mai di moda. Che cos'hanno di così speciale? Come vi siete rinnovati e innovati negli ultimi anni? "Una bella domanda - a rispondere sempre il presidente Andrea Melotti - che può trovare risposta nella magia e nello stupore che riescono a generare ogni volta da quando nascono a quando scoppiano o le si fanno scoppiare. Non sono un gioco virtualizzabile e quindi non sono sostituibili con qualcosa di simile. Distraggono e rilassano ed è per questo che vengono spesso utilizzate nei padiglioni di pediatria per calmare i bambini. Hanno anche un valore terapeutico e, richiedendo di calibrare il soffio, riabilitano i pazienti che hanno avuto paralisi facciali. Una delle nostre ultime novità è la personalizzazione del tubetto: in pratica tutti (nel rispetto dei diritti di copyright) possono ideare la propria etichetta (nel rispetto dei diritti di copyright) e noi la stampiamo con foto, nomi e loghi. Piace molto come gadget da regalare alle feste o come bomboniera". 

L'avvento del Covid: "Per la prima volta i clienti si possono comprare le bolle online"

Inavitabile una domanda sulla pandemia, che tanto sta cambiando e ancora cambierà le dimaniche e le modalità di molte imprese. Come avete assorbito il colpo e quali sono stati i cambiamenti messi in campo, che magari resteranno anche dopo? "Per noi fortunatamente non è stata troppo dura, a parte la chiusura che naturalmente ha stoppato la produzione. Come innovazione abbiamo accelerato un progetto che in realtà era già nell'aria: il sito ecommerce. Per la prima volta ci rivolgiamo direttamente ai clienti e questa per noi è una svolta che sta cominciando a farsi strada". 

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