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Sport all'Unibo e nuovo Dpcm: "Attività continuano. Cusb ha già incrementato le misure per svolgerle in sicurezza”

Il direttore generale del Cusb Panieri conferma che per ora le attività continueranno

 

“Penso che nel nostro caso ci siano le condizioni per portare avanti (lo sport universitario ndr) in sicurezza”. Così il rettore dell’Unibo, Francesco Ubertini, ai microfoni di BolognaToday. Qualcuno aveva paventato una possibile chiusura dello sport universitario dopo che nei giorni scorsi è circolata una bozza del nuovo Dpcm di Conte, bozza che è stata firmata nella tarda serata di lunedì 12 ottobre. Riguardo allo sport, tra le altre cose, il nuovo testo prevede la sospensione, almeno per 30 giorni, di tutte le gare, le competizioni e le attività legate agli sport di contatto amatoriali. Anche se lascia spazi di libertà alle società professionistiche e a quelle dilettantistiche riconosciute dal Coni e da altri enti sportivi che possono continuare ad allenarsi seguendo le norme di sicurezza anticontagio.

“Io non credo-spiegava il rettore poche ore prima che il nuovo Dpcm venisse firmato dal presidente del Consiglio- che lo sport verrà sospeso. Certo sono preoccupato, ma sono preoccupato per la situazione generale, i contagi salgono e bisogna avere atteggiamenti responsabili. Spero che non si fermi. Se arriveremo a sospenderlo significa che la situazione è tale da richiederlo. Questo mi dispiacerebbe molto. Certamente io spero non si arrivi a tanto, in ogni caso lo sport va fatto con moltissima attenzione. Noi come università, come abbiamo sempre fatto, ci atterremo ai decreti, c’è un comitato tecnico scientifico e noi seguiremo le regole. Io penso che nel nostro caso ci siano le condizioni per portarli avanti in sicurezza. Comunque sia ci atterremo alle norme che usciranno”.

Cusb: "Attività riconosciute da Coni e Cusi. Già incrementato misure per svolgere le attività in sicurezza”

La conferma sul proseguio delle attività sportive universitarie arriva dal direttore generale del Cusb (Centro Universitario sportivo di Bologna) Federico Panieri. Che spiega come, in quanto il Cusb è riconosciuto dal Coni e dal Cusi non è classificato come sport amatoriale e quindi non rientra tra le attività sospese con il nuovo decreto Conte di ieri sera. “La stragrande maggioranza di attività sono disciplinate dal Coni e dal Cusi, un ente di promozione sportiva per il mondo universitario e quindi non rientrano tra quelle sospese. Noi abbiamo già incrementato le misure indicate per permettere di svolgere le attività in sicurezza”. Naturalmente ciò ha anche fatto lievitare i costi, in sanificazioni affidate a ditte esterne. “ Le varie sanificazioni, periodiche e giornaliere dopo ogni utilizzo, hanno fatto lievitare i costi del 35% come costi per il personale. Il servizio è affidato sia ad aziende esterne che al nostro personale già presente. Ogni giorno almeno 10/15 persone sono impiegate in pulizie e sanificazioni”. Poi è vero, non tutte le attività riprenderanno secondo il direttore ma questo riguarda le formazioni spontanee (tipo il gruppo di amici che si riunisce a livello amatoriale per una partita di calcetto) che chiedono di affittare i campi del cusb al centro Record in via del Pilasto o il palazzetto di via Terrapieno ma i campionati dovrebbero comunque ripartire.

Serpeggia la preoccupazione tra studenti 

Tra gli studenti che ieri si sono riuniti all’alma mater fest serpeggiava una certa preoccupazione. A nessuno piaceva l’idea di smettere DI giocare con la propria squadra, ma l’atteggiamento diffuso è stato segnato dalla responsabilità e quindi tutti condividono che se bisognerà chiudere si seguiranno le regole. Ci si prepara ad inghiottire un altro boccone amaro come fosse la medicina necessaria, l’olio di ricino che in un tempo oramai passato le nonne e le mamme davano ai bambini per farli star bene. “Ho timore- ci spiega Alessandro che studia all’Unibo alla facoltà di agraria e pratica ultimate frisbee con la squadra dell’università- che gli allenamenti saltino e si debba bloccare tutto per l’aumento dei contagi. Sarebbe un vero peccato, abbiamo appena ripreso e così si perderebbe il ritmo dell’allenamento”.  Anche Ludovico, che frequenta ingegneria elettrica e pratica volley condivide queste preoccupazioni. Secondo lui il momento più critico sarà a febbraio quando ricominceranno gli allenamenti collettivi. “Solitamente con l’università sono sempre riuscito ad organizzare le attività. Quest’anno con covid e tutto sono un po' preoccupato per quando arriverà febbraio quando ci cominceremo ad allenare tutti insieme come team. Se superiamo febbraio, qualche campionato a maggio e giugno ci potrebbe essere. Sono più preoccupato per gli allenamenti durante l’anno e le amichevoli”.

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