Mercoledì, 23 Giugno 2021
Sport

Bonaccini e Jessica Rossi presentano l'Europeo di tiro a volo a Casalecchio: "Un orgoglio per noi"

Il governatore dell'Emilia-Romagna e l'atleta, prossima portabandiera italiana alle Olimpiadi di Tokyo, hanno presentato in conferenza stampa il Campionato europeo di tiro a volo, che si terrà a Casalecchio dal 12 al 13 giugno

Ancora tanto sport per l'Emilia-Romagna: dal 12 al 13 giugno, infatti, Casalecchio di Reno ospiterà il Campionato europeo di tiro a volo specialità elica. A presentare la manifestazione il governatore Stefano Bonaccini, il presidente della Federazione italiana tiro a volo, Luciano Rossi, Jean Francois Palinkas, presidente della Federazione internazionale tiro con armi sportive e da caccia, e Jessica Rossi, tiratrice già medaglia d'oro a Londra nel 2012 e prossima portabandiera italiana nelle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Rossi e Bonaccini: "Forte sinergia tra Federazione e Regione"

"Grazie a tutta la comunità emiliano-romagnola, sempre vicina allo sport. Un onore avere Jessica con noi, ringrazio anche il presidente Palinka per esserci. L’Emilia-Romagna - ha dichiarato Luciano Rossi, presidente Fitav - è sempre attenta all’evoluzione di questa disciplina e la nostra presenza oggi è qualcosa di importante, che rappresenta un connubio sinergico tra l’associazione italiana tiro a volo e la Regione. Sono grato per questa opportunità, perché nelle nuove sfide credo sia importante unire le nostre forze. L’evento conta duecento partecipanti già accreditati, nonostante un quadro fortemente influenzato dalla pandemia. Ringrazio la Federazione, ringrazio la sezione di tiro a volo di Bologna e ringrazio tutti i tecnici e i dirigenti per permettere a questa bella competizione di potersi svolgere con lo spirito leale che sono certo verrà messo in pedana. Buona fortuna a tutti".

"Ringrazio tutte le persone che si occupano e che mandano avanti questa disciplina - ha aperto invece Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia-Romagna -. Io il 15 maggio andavo a Crevalcore ad inaugurare un museo e lì ricordavamo la ricorrenza del terremoto che, come ha detto Jessica, è il 20 maggio. Dopo 9 anni abbiamo ricostruito praticamente tutto, la forza di questa terra è unica. C’è un parallelo tra quella tragedia e la storia di Jessica, che arriva a diventare portabandiera italiana nonostante i momenti di difficoltà, e siamo orgogliosi che una donna della nostra terra porti la bandiera alla prossima olimpiade, dimostrando di aver sempre saputo reagire conquistando trofei e vittorie anche quando sembrava in declino. Siamo orgogliosi di essere rappresentati da lei, siamo italiani prima che emiliano-romagnoli, e soprattutto da una esponente di uno sport che alcuni definiscono minore, una parola che per quanto mi riguarda dovrebbe essere eliminata. Siamo quindi contenti che sia un esponente di questa disciplina e per noi è un vanto avere manifestazioni che promuovano il turismo sportivo e che portino il nome dell’Emilia-Romagna in Europa e nel mondo. Grazie di cuore a voi".

Jessica Rossi, portabandiera a Tokyo: "Riconoscimento alla mia carriera"

Sono felice di essere qui e di essere la madrina di questa manifestazione. Vengo da un europeo che è andato molto bene, portando a casa un argento e un oro di squadra, era una tappa importante nell’avvicinarmi alla mia terza olimpiade. Sarà per me un orgoglio essere portabandiera, e ringrazio il Coni per aver scelto la nostra Federazione e per aver scelto me. Quella notte sarà una notte speciale, con me ci saranno me tutte le persone a me care e tutti gli italiani. Ho ricevuto la notizia della portabandiera il 30 maggio - confessa Jessica Rossi -, giorno nell’anniversario del terremoto del 2012. Io ero alle Olimpiadi ed ero preoccupata perché qui c’era tutta la mia famiglia. Spero però di portare a casa grandi risultati come feci in quell’occasione. Come l'ho vissuta? L’ho saputo un giorno prima degli altri, perché mi aveva chiamata il presidente del CONI Giovanni Malagò chiedendomi di mantenere il segreto fino al giorno seguente, e quindi non ho potuto dirlo a nessuno. Quella notte ho dormito molto poco dalla gioia, come ho già detto non me lo aspettavo. L’orgoglio è immenso: in quel momento mi è passato avanti ogni momento brutto della mia carriera, anche quando sembrava fosse finita, ma sono quelli i momenti che danno la forza per andare avanti e io ci sono riuscita. Sono orgogliosa di me, è difficile da spiegare, non è solo una vittoria ma è un riconoscimento alla carriera intera di un’atleta. 

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