Calcioscommesse, Portanova: "Non patteggio. Sono innocente"

Daniele Portanova, deferito dalla Procura federale per illecito sportivo nell'inchiesta per il Calcioscommesse, ha raccontato la propria verità e si è sfogato per quello che è successo

Daniele Portanova si difende dalle accuse mossegli dalla Procura federale, che l'ha deferito per illecito sportivo accusandolo della combine di Bologna-Bari del 2011. Un'accusa che potrebbe costargli una lunga squalifica. "Non ho mai venduto una partita, non ho mai scommesso e sono innocente. Non patteggerò perchè anche un solo giorno di squalifica sarebbe troppo. Quello che mi fa male è che mia moglie è stata pesantemente offesa e i miei figli hanno pianto perchè a scuola dicevano loro che ero un venduto".

Portanova, deferito per illecito sportivo, con la Procura che gli ha contestato la presunta combine su un Bologna-Bari del 2011, ha raccontato la propria verità e si è sfogato per quello che è successo negli ultimi mesi. Lo ha fatto, affiancato dal legale Gabriele Bordoni (che ha ribadito i motivi dell'innocenza del suo assistito), in una conferenza stampa al centro tecnico del Bologna, insolitamente aperta ad un gruppo di tifosi-amici.

"Quello che ho subito in questi mesi - ha detto - avrebbe fatto cadere un mammut. Quando sono venuti da me questi tre balordi non ho nemmeno capito bene cosa volevano e ho avvertito la squadra di non fare stupidaggini. Io non ho mai venduto, spero che la Procura indaghi e faccia uscire un colpevole se c'è. Io non patteggerò, perchè anche un giorno di squalifica sarebbe ingiusto".

Nel corso della conferenza stampa Portanova ha anche confermato il fatto che con Marco Di Vaio, anch'egli deferito, ma per omessa denuncia, non corresse buon sangue. "Con Marco - ha detto - il rapporto si è incrinato quando gli è stato rinnovato il contratto, gli ho fatto presente che aveva destabilizzato un pò l'ambiente. I giornali quando è stato indagato lo hanno difeso, con me si sono comportati in maniera diversa. Io a Bologna sto antipatico a sette persone su dieci e non so perchè".

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Portanova non ha gradito nemmeno le frasi del presidente del Bologna Albano Guaraldi, che ha commentato la notizia del suo deferimento mettendo in dubbio la sua fascia di capitano. "Quella del presidente - ha detto Portanova - è stata una reazione istintiva e ci siamo chiariti. L'avermi escluso dalla presentazione delle nuove maglie, invece, è stata una pugnalata".

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