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Bologna, dietrofront Cazzola: "Serve un segretario non io"

Alfredo Cazzola torna sui suoi passi e rinuncia all'incarico di Presidente del Bologna. Albano Guaraldi commenta così: "C'erano idee diverse con alcun soci e sull'amministrazione del club in futuro"

Alfredo Cazzola, secondo quanto riportato da Repubblica, ufficialmente si tira fuori dal Bologna, ancora prima di entrarvi. Alla base della decisione i primi contrasti con i soci sulla pianificazione del futuro, e forse qualche perplessità sui conti rossoblu. In mattinata Cazzola ha inviato una nota a Giovanni Consorte per comunicargli il dietrofront, immediato. Cazzola, il candidato che non diventerà mai presidentè, è finita ancora prima di cominciare. “Qui io non ci avrei fatto niente. Serviva un segretario, le decisioni le avevano già prese. Avevano già fatto i contratti e pensato ai premi, non ero l’uomo giusto, così ho deciso di andarmene. Meglio andare via subito che separarsi più avanti”: così Cazzola, nel tentativo di giustificarsi dopo le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi, quando sembrava che con lui ripartisse la macchina Bologna. Che invece si è ingolfata. Di nuovo. Come l’altra volta. “Siamo andati avanti senza Zanetti, andremo avanti senza Cazzola”, fanno sapere i soci rossoblu. Oggi è previsto il patto di sindacato, alle 17,30. Ma già ieri i soci si sono sentiti al telefono, hanno cercato di capire, sondare, prevedere quello che succederà. Albano Guaraldi, consigliere e socio del Bologna FC, ha confermato sabato, che Alfredo Cazzola ha rinunciato all'incarico offertogli per entrare in società. La motivazione, sempre secondo lo stesso Guaraldi, è la diversità di idee con alcun soci e sull'amministrazione del club in futuro.

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