Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Le Cinghiale" in serie A: in campo con le rugbiste bolognesi\VIDEO

Nata nel 2013, la squadra di rugby popolare quest'anno debutta in Serie A insieme ad altre squadre della regione

 

Inclusione, sostegno, rispetto. Sono le tre parole sulle quali si fonda la filosofia e la storia delle Cinghiale Rugby, la squadra di rugby femminile nata nel 2013 che prende il nome da un'altra squadra di rugby popolare, i Cinghiali del Setta, nati otto anni prima in appennino.

Adesso entrambe le squadre si allenano al centro sportivo Mauro Pizzoli, e dall'anno scorso portano avanti un progetto di rugby misto per scalfire stereotipi e pregiudizi di genere. Del resto, come raccontano le rugbiste a fine allenamento, fare rugby popolare significa sostenere il ruolo sociale dello sport, dal basso, accogliendo tutti e tutte, divertendosi dentro e fuori dal campo. E quindi allenarsi con i Cinghiali significa mandare un messaggio importante, superando i luoghi comuni e affermando un necessario principio di uguaglianza. 

Nel weekend, il 21 e 22 settembre, al "Cinghiali Stadium" di via Zanardi, è in programma un mega incontro nazionale del rugby popolare con squadre femminili e maschili da tutta Italia: Brescia, Genova, Milano, Roma, Salerno. Partite, musica e birra ma anche un'occasione per conoscersi e fare rete tra le realtà esistenti.

Serie A

L'unione fa la forza, si dice, soprattutto nel rugby, e così per raggiungere la serie A, Le Cinghiale e alcune squadre dell'Emilia-Romagna si sono riunite sotto il nome di "Fifteen wilds all bluff rugby". Un'unica formazione con le ragazze del Formigine, Pieve, Modena, Carpi, Castel San Pietro, e le Fenici di Bologna che il 6 ottobre esordirà nella serie più alta. Tre gli allenamenti a settimana, due a Bologna e uno tra Modena e Formigine. 

"Il rugby, a differenza di quello che molti pensano, non è uno sport violento - afferma Silvia - è uno sport di contatto sì, ma non violento; la prima regola che si insegna è infatti il sostegno, non il placcaggio o la cattivera. Avanzare e avere il compagno vicino che ti aiuta nei momenti peggiori, questo è il rugby".

"Lo spirito delle Cinghiale è uno spirito di divertimento competitivo - racconta l'allenatore a BolognaToday - siamo un gruppo che innanzitutto sta bene insieme, però le ragazze non molllano niente eh - continua - e io sono contento perché il rugby richiede esattamente questo: non mollare, aiutarsi a vicenda e continuare. E poi c'è il terzo tempo, dove siamo di nuovo tutti insieme, avversarie e compagne, che è sempre il tempo migliore".

Potrebbe Interessarti

Torna su
BolognaToday è in caricamento