Cittadinanza a Mihajlovich, è la giornata decisiva: ma c'è qualche perplessità

Dubbi per le idee politiche dell'allenatore e la sua presunta legami amicizia con Arkan, l'ultranazionalista serbo ucciso nel 2000, ritenuto responsabile di crimini di guerra e ultras della Stella Rossa di Belgrado

Il Consiglio comunale di oggi, 27 luglio, sarà decisivo per l'assegnazione della cittadinanza onoraria a Sinisa Mihajlovic. Come accadde nel dicembre scorso, quando l'aula votò l'ordine del giorno che proponeva il riconoscimento all'allenatore rossoblù, anche questa mattina in commissione non sono mancate le perplessità, per le idee politiche di Mihajlovic e la sua presunta amicizia con Arkan (l'ultranazionalista serbo ucciso nel 2000, ritenuto responsabile di numerosi crimini di guerra e ultras della Stella Rossa di Belgrado - ndr).

"Ribadisco il mio voto contrario- annuncia la consigliera ed ex assessore al Welfare, Amelia Frascaroli- la cittadinanza è la massima onoreficenza, che viene assegnata di solito a personalità indiscutibili e di grande impegno in campo culturale, storico e politico". La consigliera cita ad esempio Wagner, Carducci e, più di recente, Aung San Suu Kyi. "Ma abbiamo anche Liliana Segre in lista - ricorda Frascaroli - sono questi i segnali che dobbiamo dare". Su Mihajlovic, invece, "senza nulla togliere alla persona Sinisa e alla sua malattia - dice - va ricordata anche la storia della sua vita. Ci sono tratti del suo passato, legati al genocidio nella ex Jugoslavia, che non possono essere cancellati". Inoltre, aggiunge Frascaroli, il riconoscimento per aver affrontato la malattia con coraggio "potrebbe essere dato anche a tutti i pazienti oncologici che vengono a curarsi a Bologna, adulti e bambini, che dimostrano a loro volta coraggio ma in silenzio, senza clamori. Sono tutti eroi come Sinisa". Per questo Frascaroli rilancia la sua proposta di aggiungere alla delibera per la cittadinanza a Mihajlovic anche la possibilità di concedere la residenza temporanea a chi viene a curarsi a Bologna, in modo che possa accedere a tutti i servizi sanitari della città.

"Questo e' l'unico significato che possiamo dare al riconoscimento simbolico per Mihajlovic - sostiene Frascaroli - allargandolo e potenziandolo per tutti". Della stessa idea è anche l'ex 5 stelle Dora Palumbo, che sottolinea come l'allenatore del Bologna calcio "non rientri tra le categorie previste dal regolamento per la concessione delle civiche onorificenze". Ed Emily Clancy di Coalizione civica aggiunge: "E' indubbio il suo amore per la città e il fatto che abbia affrontato la malattia con grande dignità, ma in passato ha espresso frasi razziste e posizioni politiche su cui chiedo dei chiarimenti".

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Prova a spegnere la polemica il capogruppo del Pd, Roberto Fattori. "Mihajlovic ha vissuto una situazione devastante, una vera guerra fratricida - ricorda il dem - cose che non possiamo immaginare e che vengono vissute da ciascuno a seconda del contesto". Anche il capogruppo M5s, Massimo Bugani, esorta a "tenere lontane le questioni politiche, perchè sarebbe sciocco. Questo riconoscimento va a un uomo di sport, che ha fatto tanto per la nostra città e per le persone in difficoltà". La scelta di riconoscere la cittadinanza onoraria a Mihajlovic, infatti, è legata non solo ai "tanti successi avuti come giocatore e allenatore", spiega il centrista Gian Marco De Biase, che nel dicembre scorso propose il riconoscimento, ma al fatto che nell'affrontare la malattia "si è distinto prima come uomo che come sportivo. Ha fatto una scelta esemplare, legandosi a Bologna. E questo legame va oltre lo sport, è un valore di sincera umanità e vincolo di comunità. Nel momento di maggior fragilità ha dimostrato tutta la sua forza e ora ha aderito alle campagne dell'Ail". Conclude la leghista Mirka Cocconcelli: "Non dico che sia un faro, ma di certo può essere un esempio e uno sprone per gli altri malati".

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