Dpcm e palestre, c'è sconforto: "Avrei comprato casa con i soldi persi, invece ho dovuto vendere per far quadrare i conti"

Tra chi non vuole desistere e chi si sente oramai rassegnato alla chiusura. Ecco come vivono questo periodo di incertezza sul futuro delle palestre alcuni titolari bolognesi

I giorni sono contati per le palestre? A Roma si sta decidendo per la loro chiusura, insieme a molte altre cose, per contenere questa seconda ondata di covid e la decisione dovrebbe essere presa con un nuovo decreto intorno al 25 di ottobre. Ma la cura per molti sembra essere peggio della malattia. Il sentimento diffuso è che abbiano già deciso di chiudere tutto ma lo stiano facendo per gradi e quindi tra i titolari serpeggia una forte frustrazione che scivola in una vera e propria disperazione. Le palestre al contrario di altre attività, se anche sono rimaste aperte d'estate, hanno guadagnato molto meno in quel periodo e quindi non sono riuscite a sfruttare per far quadrare un pò i conti il periodo estivo. Inoltre la palestra non è un posto dove solitamente si va solo una volta. Di solito ci si iscrive per minimo un mese e mezzo e quindi l'attività va avanti per abbonamenti. E anche se non è stata ancora decretata la loro chiusura alcuni titolari condividono il pensiero che sia bastato che cominciassero a circolare voc di una possibile chiusura, per far desistere le persone ad abbonarsi.

Flexing: "Ho già venduto un'immobile. Chissà quanto durerà la chiusura "

Carlo Preziosi è titolare della palestra Flexing in via della Lame, ha solo 35 anni ma gestisce quest'attività fondata da suo padre negli anni'80 oramai da tempo. Il calo del fatturato dovuto alla chiusura di primavera lo ha già costretto a vendere un'immobile pur di tirare avanti. Il fatturato è sceso da decine di migliaia di euro al mese a 20 al giorno. 

"Domenica sera- racconta a Bolognatoday- il Premier ha parlato con molta superficialità dimostrando di non conoscere la nostra situazione. Noi non vendiamo caffè ma abbonamenti a lunga scadenza, senza di quelli tenere aperto è inutile. Si è dimostrato del tutto inadeguato al ruolo che riveste. Da questa primavera, quando è cominciato il lockdown abbiamo perso decine di migliaia di euro al mese e anche se rimaniamo chiusi andiamo comunque in negativo perchè c'è da pagare l'affitto, le utenze e le pulizie".

"Mi sarei potuto comprare una casa con i soldi persi, - scontinua sconfortato Carlo - invece ho dovuto vendere un'immobile per far quadrare i conti in qualche modo. Ora guadagnamo 20 euro al giorno e anche se quest'estate si è riaperto, in quel periodo dell'anno la gente in palestra viene poco e quindi non si ha molto fatturato".

Capitolo sussidi. "Dallo stato - continua il titolare della Flexing -sono arrivati da questa primavera in totale 2.200 euro con cui noi paghiamo 3 bollette se va bene. Poi naturalmente ci sono tutte le spese per le sanificazioni, le pulizie eccezionali, un consumo di carta a dir poco eccessivo. Per me questa palestra è vita, ho 35 anni e ci lavoro da anni in quanto è stata fondata nel 1985 da mio padre. Quello che mi preme sapere è quanto durerà la chiusura. Almeno potrei organizzarmi".

Dpcm 18 ottobre 2020 in Gazzetta ufficiale: il testo integrale del nuovo decreto Conte 

Bodyline: "Domenica Conte ha decretato la nostra uccisione"

Rabbia, frustarazione, senso di abbandono, paura che tutto stia per crollare. Le parole e il tono di voce di Mara Bortoloni una dei 3 titolari della palestra Body-line fanno trasparire questi sentimenti. Dopo il periodo di chiusura, il periodo estivo con pochissimo fatturato, a settembre l'illusione di poter tornare a respirare e ora una nuova chiusura."Il nostro calvario è cominciato giovedì quando è uscito un articolo su una possibile chiusura delle palestre, il calo degli utenti è stato conseguente. Quando domenica Conte ha parlato di una possibile chiusura tra una settimana ha decretato la nostra uccisione, ho provato addirittura a scrivere sul suo profilo fb ma non ho avuto risposta".

Capitolo perdite accumulate. "Rispetto allo scorso anno - rileva Sara - siamo sotto del 60%. Da domenica ad oggi abbiamo guadagnato in totale 200 euro. Hanno determinato la nostra chiusura anche perchè andare in palestra è un progetto a lungo termine che dura come minimo un mese e mezzo. Chi si iscriverà più se si pensa che probabilmente lunedì chiuderemo?. Da quando abbiamo riaperto a fine maggio è stato un periodo terrificante perchè avevamo pochissimi incassi complice il periodo estivo. A settembre ci siamo cominciati ad illudere di poter tornare a respirare invece siamo ripiombati della disperazione totale. Per le sanificazioni spendiamo 1000 euro al mese e ci affidiamo ad una ditta esterna. A questo punto noi pensiamo che non andremo più avanti, non possiamo andare oltre".

Le spese , rileva anche Bodyline, si accumulano anche se  il business è fermo. "Anche se ci chiudono - continua Bortolani - c'è comunque l'affitto dei locali e le utenze da pagare. Hera ci ha spalmato 2 bollette ma dove troviamo i soldi per pagarle se siamo stati chiusi 3 mesi e per 4 abbiamo lavorato pochissimo? Abbiamo dovuto pagarle di tasca nostra. Anche tra le palestre sta diventando una lotta tra poveri, alcuni centri praticamente li regalano gli abbonamenti per attirare più persone, noi non lo abbiamo fatto per rispetto verso gli utenti".

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