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Fortunato, da San Lazzaro alla vittoria della tappa al Giro d'Italia: "Un successo inaspettato, ma bellissimo"

Lorenzo Fortunato, ciclista del team Eolo-Kometa, torna a parlare dopo la vittoria dello Zoncolan: "Vinta la tappa più bella"

Foto pagina Facebook Eolo Kometa

Sarebbe fin troppo semplice formare un gioco di parole su Lorenzo Fortunato, ciclista del team Eolo-Kometa. La sua vittoria sullo Zoncolan, però, è tutt'altro che fortunata. Perché Lorenzo, originario di San Lazzaro, il traguardo lo ha tagliato con sudore e dedizione. Avevamo parlato poco prima dell'inizio del Giro d'Italia, e per la sua prima apparizione a un Grande Giro Fortunato aveva espresso il desiderio di vincere una tappa. Ora, dopo averla vinta, lo abbiamo intervistato nuovamente. 

Giro d'Italia, le parole di Fortunato dopo la vittoria sullo Zoncolan

Ciao Lorenzo. Partiamo dall’attualità: come sta andando il Giro?
Il Giro sta andando benissimo, oltre ogni più rosea aspettativa. Sapevamo di esserci preparati nel migliore dei modi, eravamo tutti convinti di poter fare un bel Giro e di poter essere protagonisti, ma le cose sono andate davvero benissimo. In tutte le tappe abbiamo provato a lasciare il segno, siamo sempre entrati nelle fughe, abbiamo vestito la maglia azzurra con Albanese e centrato due piazzamenti con Gavazzi. E poi, è arrivata la mia vittoria sullo Zoncolan: incredibile, inaspettata, ma bellissima.

Ti aspettavi di essere al livello dei grandi ciclisti presenti nella competizione?
Sapevo di stare bene. Ho fatto un lungo periodo di ritiro in altura a Sierra Nevada, e al giro delle Asturie ho subito sentito che le sensazioni erano ottime, soprattutto in salita. Riuscivo a stare con i migliori, non mi staccavo, sentivo una buona gamba. Quindi, ero consapevole che avrei senz’altro potuto dire la mia anche qui al Giro. Certo, non mi sarei mai aspettato di vincere sullo Zoncolan.

Giro d'Italia, Fortunato vince la tappa dello Zoncolan

Ci eravamo sentiti poco prima dell’inizio del Giro e, durante l’intervista, avevi confessato che il tuo obiettivo era quello di vincere una tappa. Come ci si sente?
Probabilmente non ho ancora realizzato davvero quello che è successo, perché il Giro ti obbliga comunque a pensare subito al giorno dopo. Ci si sente bene, benissimo: perché vincere al Giro – e vincere la sua tappa più bella – è qualcosa di unico e difficile da descrivere. Ovviamente ringrazio la squadra, i miei compagni e tutto lo staff: senza la Eolo-Kometa, che è come una famiglia, non sarei mai riuscito a vincere sullo Zoncolan.

Ora che hai raggiunto il primo, quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Penso a finire bene questo Giro d’Italia: la squadra punta a vincere un’altra tappa, e fare una doppietta sarebbe davvero un sogno.

A quando la vittoria di un Grande Giro? 
Ho imparato che nel ciclismo si cresce un passo alla volta. Quindi mi piace pensare a domani, alla tappa che verrà, e a onorare fino alla fine questo Giro d’Italia che mi ha già regalato tantissimo.

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