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Superlega, Sabatini: "Sono schifato, stanno uccidendo il calcio"

Il direttore tecnico del Bologna ha parlato a proposito della creazione della Superlega di calcio da parte di alcuni tra i più importanti club europei

Dalla notte tra domenica e lunedì non si parla di altro: la Superlega, il nuovo torneo creato da dodici club europei che potrebbe sconquassare il mondo del calcio. Ne ha parlato Walter Sabatini, direttore tecnico del Bologna: "Stanno uccidendo il calcio. Il calcio è uno sport popolare che si gioca in strada prima di tutto. Questa è la mia posizione personale. Questa vicenda mi fa schifo, è un ritorno al feudalesimo. Spero che Fifa e Uefa difendano il calcio". E ancora: "Il calcio resisterà anche a questo attacco. Resterà ferito in maniera grave, ma scorre nelle vene delle persone. E' una scelta insopportabile che spinge all'indietro - ha dichiarato Sabatini ai microfoni di Radio Kiss Kiss - non in avanti. Spero di parlarne per l'ultima volta oggi". Un progetto, ha concluso il dirigente rossoblù, "che disattende il merito sportivo".

Superlega, come funziona il nuovo format

La scelta è stata presa da parte di Juventus, Inter, Milan, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Manchester City, Manchester United, Liverpool, Chelsea, Arsenal e Tottenham. Ma non solo: questi, come si legge nel comunicato ufficiale, sono i Club Fondatori. Le partecipanti, però, dovrebbero essere venti e divise in due gruppi da dieci squadre ognuno, con gironi di andata e ritorno. Le prime tra classificate accederanno di diritto ai quarti del torneo finale, mentre le quarte e le quinte classificate giocheranno un turno ulteriore per accedere all'ultima fase. Dai quarti di finale in poi le partite seguiranno il format della Champions League, con gare di andata e ritorno e con una finale secca da giocare in campo neutro. Il nuovo format calcistico dovrebbe giocarsi in turni infrasettimanali, concorrendo di fatto alle canoniche coppe europee targate UEFA, mentre nei weekend continuerebbero ad essere impegnati nei campionati nazionali. 

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Superlega, le motivazioni di Perez e la risposta di Rumenigge

Una notizia che come detto sta facendo discutere addetti ai lavori e tifosi di tutta Europa. La scelta, secondo i promotori della Superlega, sarebbe nell'interesse dell'intero movimento calcistico: "L’unico modo per sopravvivere è generare nuovi introiti, che al momento possono arrivare solo dal mercato televisivo. L’attuale Champions League non è attrattiva - ha dichiarato Florentino Perez, presidente del Real Madrid, ospite nel famoso show televisivo spagnolo El Chiringuito de Jugones - lo diventa solo in marzo, la gente non vuole vedere partite contro squadre modeste. Ci sono quattro miliardi di potenziali tifosi che vogliono veder giocare i grandi club. Se questi grandi club vanno bene e incassano possono poi condividere quanto incassato con i club modesti, perché noi ragioniamo in termini di valori e di solidarietà. Hanno detto che è un progetto da ricchi per ricchi che renderà i poveri più poveri e non è vero. Ho sentito il Primo Ministro inglese Boris Johnson dire che vuole proteggere la Premier League ed evidentemente è stato informato male da persone che ora hanno dei privilegi che non vogliono perdere. Noi non vogliamo farla finita con la Premier, che è un’istituzione del calcio, né con gli altri campionati. Però se noi non guadagniamo moriremo, e con noi il calcio, che è in rovina".

Naturalmente non sono mancate le polemiche. Karl-Heinz Rumenigge, storico dirigente del Bayern Monaco ha criticato aspramente questa scelta: "Il Bayern ha scelto di non partecipare. Siamo convinti che l’attuale situazione nel calcio garantisca una base seria per il futuro. Non credo che la Superlega risolverà i problemi finanziari dei club europei causati dal Covid. Piuttosto - si legge in una nota ufficiale del club di Monaco - tutti i club in Europa dovrebbero lavorare in modo solidale per garantire che la struttura dei costi, in particolare gli stipendi dei giocatori e gli onorari per i consulenti, siano adeguati alle entrate per rendere il calcio europeo più razionale". 

Le motivazioni, come spesso accade, sono quindi legate principalmente a questioni finanziarie. Non è infatti una novità il costante indebitamento dei club calcistici, che per mantenere la propria competitività raschiano costantemente ben oltre il fondo delle proprie casse. È giusto pensare ad un nuovo modello che permetta la sostenibilità dei club, piccoli o grandi che siano, ma forse sarebbe opportuno farlo in modo corale e trasparente, rispettando i valori dello sport come la condivisione e la meritocrazia. 

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