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Olga, Gigi e la storia degli schermidori messi in salvo dalla guerra

La Virtus Scherma ospita da settimane tanti schermidori ucraini pagando loro vitto, alloggio e allenamenti. E il coach virtussino Terenzio diventa CT della Nazionale ucraina

C’è chi ha la tuta ufficiale della Virtus Scherma Bologna, chi invece veste quella della Nazionale ucraina: sfumature che non inficiano sul grande lavoro fatto dalla società bianconera che da settimane ospita una selezione di giovani schermidori e schermitrici ucraini pagando loro vitto e alloggio, permettendogli inoltre di allenarsi con gli atleti della Virtus per preparare le prossime sfide. Tutto è iniziato grazie a Luigi Samele, campione mondiale e argento nella sciabola a Tokyo 2020, e alla sua compagna ucraina Olga Kharlan, oro olimpico a Pechino 2008 e sei volte campione del mondo. Kharlan si allenava a Bologna già prima dello scoppio della guerra sotto la guida di coach Andrea Terenzio, che nel frattempo è diventato CT della Nazionale ucraina femminile di sciabola. Un altro, ulteriore passo che avvicina il mondo dello sport bolognese a quello ucraino.

Ucraina-Bologna passando per Budapest: il racconto di Olga e Gigi

A unire i puntini è lo stesso Samele: “Tutto è nato dopo quel viaggio: Olga voleva tornare a casa, in Ucraina, per salutare la famiglia e portare con sé la sorella. Io ero contrario all’inizio perché avevo paura ma a mente fredda le ho detto di partire, poi un modo per tornare lo troviamo. Avevo paura che non tornasse, ma dopo qualche tempo è riuscita a superare il confine e ad arrivare in Ungheria. Io ho preso l’aereo fino a Budapest e da lì, in auto, siamo tornati a Bologna”.

“È stato un viaggio emotivamente complicato per me – continua Samele – e posso solo immaginare cosa sia stato per lei. Da lì in poi, però, è iniziato un percorso incredibile. Ora possiamo aiutare questi ragazzi e ragazze e per vedere i passi in avanti che sono stati fatti basta guardarci intorno: ci stiamo allenando al PalaDozza, una struttura incredibile in cui ero stato una sola volta, per una gara nel 2011”.

Virtus Scherma Bologna e atleti della Nazionale ucraina

Emozionato lui - che ormai si occupa in prima persona dei ragazzi ospitati a Bologna organizzando i loro spostamenti e i loro tornei “come fossi un agente di viaggio” - e emozionata lei, Olga Kharlan: “Siamo riusciti ad ospitare sedici atleti ucraini formidabili, rappresentanti delle selezioni maschile e femminile. Sono davvero grata a Bologna, all’Italia e alla Virtus Scherma per questa operazione che ci ha permesso il soggiorno a Bologna. Come potete immaginare in Ucraina adesso è impossibile lavorare, in alcune città non esistono più impianti sportivi perché distrutti dalle bombe. Siamo felicissimi di essere qui, il che ci permette di pensare anche ad altro rispetto alla guerra e ad andare avanti. Ringrazio Andrea Terenzio, uno dei migliori coach con cui mi sono mai allenata, e ringrazio Gigi, il mio ragazzo ma anche il mio migliore amico”.

Virtus Scherma, gli atleti ucraini e la forza della comunità

Con una conferenza questa mattina al PalaDozza e' stata informata la stampa sullo status del progetto che la Virtus sta portando avanti. Oggi sono sedici gli atleti ucraini che si allenano con la Virtus Scherma, vivono a Monterenzio e si allenano la mattina e il pomeriggio al PalaDozza sotto la guida di Andrea Terenzio e Tommaso Dentico. I primi due atleti, minorenni, sono arrivati a Bologna il 18 marzo, poi via via si sono aggiunti gli altri. Una di loro, l’argento olimpico Olena Kravatska, è arrivata qui con in braccio il figlio di due anni: ora lei si allena e lui frequenta l’asilo a Bologna. Tutto questo ha però un costo: proprio in occasione della conferenza stampa odierna, la Virtus Scherma ha annunciato il contributo di dieci mila euro arrivato da Nutrileya (azienda emiliana che produce integratori alimentari per gli sportivi) e dall’Opera di Padre Marella, la quale si è anche occupata dell’alloggio.

Ma il percorso non si ferma certo qui: reduci dai tornei di Madrid per la squadra maschile e di Hammamet per la squadra femminile, fra dieci giorni ci sarà l’impegno più arduo: il Trofeo Luxardo a Padova, massima competizione mondiale per la disciplina della sciabola. Il risultato migliore, come sottolinea Samele, è stato però già raggiunto: “Che i ragazzi e le ragazze riescano a partecipare è certamente il risultato migliore a cui potessimo ambire. Tutti i risultati sportivi che verranno saranno ininfluenti rispetto alla felicità che proviamo nel vederli tornare a vivere tranquillamente e a godersi la scherma”.

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