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Il gusto di essere famiglia: adozione, affido, accoglienza

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Ogni anno 15mila minori, secondo gli ultimi dati del ministero delle Politiche Sociali, sono allontanati dalla famiglia biologica e sono collocati in comunità.
Solo per i più piccoli si avvia l'iter per l'affidamento a famiglie che risultano idonee, mentre per i ragazzi e gli adolescenti è sempre più difficile il medesimo percorso e per loro si aprono le porte delle comunità residenziali, purtroppo a tempo indeterminato.
Qui si colloca Kairos un'associazione di promozione sociale nata lo scorso agosto sul territorio Bolognese con lo scopo di soddisfare il diritto del minore a vivere in famiglia. Famiglie affidatarie e soci con pluriennale esperienza diretta nel mondo del sociale, con specifico riferimento ai minori allontanati dalle famiglie di origine e all'Istituto dell'affido, si sono messi assieme per raggiungere l'obiettivo.

La proposta di Kairos si basa sull'attivazione di specifici progetti rivolti al minore allontanato dalla famiglia biologica. Lo scopo è la riunificazione con la famiglia di origine e, dove non possibile, ad un affido familiare nel minor tempo possibile. Tra i mezzi: un modello psicologico di riferimento, il modello sistemico strategico - scuola di Palo Alto - che garantisce il contenimento dei tempi di allontanamento dei minori e la conseguente diminuzione dei relativi costi sociali. Il modello psicologico sarà supportato da un sistema informatico che opportunamente provvisto delle informazioni necessarie, restituisce tracciabilità degli interventi, fornisce statistiche che danno valore scientifico al lavoro determinandone l'alta qualità del risultato.


Un apposito comitato scientifico si occuperà di creare percorsi formativi ad hoc per i nuclei che desiderano aprire la propria famiglia ad un percorso di accoglienza. Ad oggi riscontriamo quanto l'accompagnamento e la formazione siano condizioni necessarie per una buona riuscita dell'affido e di soddisfare il diritto del minore a "vivere in famiglia".

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