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Tagli alla cultura, la Provincia non onora i patti sottoscritti e le associazioni insorgono

Nessun fondo nel 2014, così a fine gennaio la Provincia ha fatto sapere a 29 realtà culturali dell'hinterland che chiuderà i rubinetti. Pronta la battaglia: 'Ci tolgono 145mila euro senza giustificazioni'

"Purtroppo, allo stato attuale, nel bilancio 2014 non sono previsti fondi provinciali sulla Cultura". Così a fine gennaio la Provincia di Bologna ha fatto sapere a 29 realta' culturali di citta' e hinterland, circolo Arcigay "il Cassero" compreso, che il patto triennale sottoscritto per il 2012-2014 non sarebbe stato rispettato. Si tratta dei fondi previsti dalla legge regionale 13, a cui l''ente di Palazzo Malvezzi è chiamata a contribuire per circa 145.000 Euro l''anno. "Tuttavia così non è' stato", spiegano le associazioni culturali, pronte a dare battaglia in un coordinamento ad hoc. Solo nel 2012 la Provincia è riuscita a pagare. Lo scorso anno la cifra "ha subito un taglio in corso d''opera del 41,38%. Per quest''anno, zero: il taglio è diventato del 100%. Quello attribuito con la legge 13 "non è un vitalizio- spiega il dirigente Marco Tamarri, oggi alla conferenza stampa tenuta alla Salara- questi gruppi si sono messi in gioco, hanno fatto investimenti perche'' c''era un accordo triennale che poi e'' stato disatteso". E' un fatto di coerenza, secondo il coordinamento: "se si dice che la cultura e'' importante non si possono poi azzerare i contributi sulla legge principe per la cultura. Questo patrimonio dobbiamo difenderlo".

Dalla Provincia peraltro, spiega Bruna Gambarelli di Laminarie, "non abbiamo ricevuto una giustificazione precisa". Le realta' del coordinamento (oltre al Cassero, per il festival Gender Bender, ne fanno parte ad esempio Danza Urbana, il teatro dell''Argine e il teatro Ridotto) non escludono iniziative di protesta, ma per ora si limitano ad invocare un "ripensamento" a Palazzo Malvezzi. Ma per il futuro punta a fare massa critica nei confronti della Citta' metropolitana da realizzare. "Le 23 realta' del coordinamento sono un bene prezioso di cui la citta' dovrebbe approfittare", sottolinea ancora Gambarelli.

(agenzia Dire)

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