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Pastasciutta antifascista per festeggiare la libertà\VIDEO

Pasta per tutti nel Cortile di Palazzo D'accursio per il 76° anniversario della caduta del fascismo

 

Bidoni di latte pieni di pastasciutta con burro e formaggio. È Il 25 luglio 1943 e da casa Cervi ne partono tantissimi, direzione Campegine, dove in piazza tutti si siedono a tavola per festeggiare la caduta del fascismo. "Offriamo una pastasciutta a tutto il paese intanto che il fascismo è caduto, poi si vedrà", aveva detto Aldo Cervi al padre.

Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore.

Guardavo i miei ragazzi che saltavano e baciavano le putele, e dicevo: – beati loro, sono giovani e vivranno in democrazia, vedranno lo Stato del popolo. Io sono vecchio e per me questa è l’ultima domenica. Ma intanto la pastasciutta è cotta, e colmiamo i carri con i paioli.

Per la strada i contadini salutano, tanti si accodano al carro, è il più bel funerale del fascismo. Un po’ di pastasciutta si perde per la strada per via delle buche, e i ragazzoli se la incollano sotto il naso e sui capelli.

Arriviamo a Campegine tra braccia di popolo e scarichiamo la trattoria. Una dice: – mettiamoli tutti in fila, per la razione. Nando interviene: – Perché? Se uno passa due volte è segno che ha fame per due. E allora pastasciutta allo sbrago, finché va. Chi in piedi e chi seduto, il pranzo ha riempito la piazza grande, e tutti fanno onore alla pastasciutta celebrativa.

Alcide Cervi, I Miei Sette Figli

E così, come da tradizione, il 25 luglio si celebra la libertà mangiando pastasciutta in tantissime città italiane. A Bologna, ma anche in provincia, l'evento (promosso da Anpi, Cucine Popolari, Cgil, Cisl, Uil, Auser, Piazza Grande, Libera) si è svolto nel cortile di Palazzo D'Accursio. Quest'anno ai fornelli l'associazione sfogline di Alessandra Spisni.

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