A piedi, direzione Cina: l'impresa di Daniele ai tempi del Coronavirus

Coronavirus? “Dove mi trovo in questo momento- seppur vicini alla Cina - la paura non è percepita, la quarantena viene presa come la normalità, in quel senso di responsabilità necessario al fine di individuare una possibile soluzione”

DALL'ALBUM DELLE FOTO DI DANIELE

Un viaggio a piedi, direzione Cina. E poi, verso la parte finale del cammino, scoppia il caso Coronavirus.  E' quanto capitato a Daniele Ventola, 27enne napoletano che ha studiato all'Alma Mater studiorum di Bologna e che, sulle orme di Marco Polo e della Via della seta più di un anno e mezzo fa è partito a piedi dal capoluogo campano con l’obiettivo di raggiungere Pechino. Ventola da poco meno di un mese è “bloccato” ad Oš, città di 280 mila abitanti al confine con l’Uzbeksitan e a circa 1000 chilometri dalla frontiera cinese.

"Qui in Kirghizistan - racconta  Daniele -non c’è nessun caso di Coronavirus e, anche se il mio cammino ha come meta finale la Cina, sono molto tranquillo”.

"Non c’è, pur essendo molto vicini alla Cina, la stessa paura che c'è in Italia"

“I giornali ne parlano – racconta a Nicolò Girardi di TriestePrima  l’ideatore di “Vento della seta”, progetto che nelle sue intenzioni ha “l’abbattimento della distanza tra le diverse culture” – ma non c’è, pur essendo molto vicini alla Cina, la stessa paura che si sta diffondendo in Italia”. Daniele, che sui suoi canali social pubblica continuamente le storie delle persone incontrate lungo il lunghissimo cammino, è stato raggiunto dalla notizia della diffusione del Covid-19 tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. “Nel giro di 10 giorni hanno chiuso tutte le frontiere e adesso l’unica cosa che posso fare è aspettare, sperando che i confini vengano riaperti entro il 22 aprile”.

Il visto di Daniele per varcare la frontiera ed entrare in Cina scade infatti proprio a fine aprile. “Se entro illegalmente sono guai – continua il giovane antropologo - e in questo momento a piedi non si entra. L’unico modo per entrarci sarebbe quello di salire a bordo di un autobus e mettersi in viaggio verso Ürumqi...Dovrei recarmi ad Almaty in Kazakistan e da lì prendere il pullman per entrare in territorio cinese, ma al momento è tutto bloccato”.

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“Ho incontrato assassini e ministri, tutti in unico grande viaggio”

Durante tutto il suo viaggio Daniele è stato nomade protagonista di storie che la sedentarietà occidentale ha dimenticato. Nel “Vento della seta” Daniele ha raccolto un po’ di tutto: villaggi, architettura, condizioni sociali differenti e, su tutto, la libertà di camminare lungo le antiche vie percorse dai viaggiatori del passato.

“Ho incontrato ambasciatori e contadini, assassini e ministri, tutti in unico grande viaggio”. La socialità è data dall’incontro quotidiano e dalle migliaia di relazioni che si sono instaurate grazie ad un utilizzo intelligente dei social network. “Mi stanno scrivendo in tantissimi, preoccupati della situazione, chi del coronavirus e chi invece mi contatta semplicemente per sapere come sto. “Le persone che mi seguono si sono affezionate e la corrispondenza digitale manifesta un affetto reale”.

"Coronavirus? Sembra l'invasione degli zombie, ma non è così"

Tornando all’allarme Coronavirus, Daniele dice: “il problema vada affrontato ma credo si stia esagerando, sembra che nel mondo ci sia l’invasione degli zombie o la Terza guerra mondiale e così non è”. “Dove mi trovo in questo momento la paura non è percepita, la quarantena viene presa come la normalità, in quel senso di responsabilità necessario al fine di individuare una possibile soluzione”. Per il giovane  “le informazioni vengono filtrate, è come se ci fosse un grande telefono senza fili capace di ingigantire ogni singola parola. Io non ho fonti sulle informazioni che escono dalla Cina, se non quelle di amici che vivono lì e che mi raccontano come stanno vivendo”. 

In molti, compresa la sua famiglia, hanno chiesto a Daniele di tornare in Italia. “Pechino avrebbe dovuto rappresentare la meta finale ma a questo punto, se così non fosse, mi accontenterei di averla raggiunta cercando di abbattere la distanza tra le diverse culture”.

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(Il viaggio di Daniele si può seguire anche sull'account Instagram @ventodellaseta oppure sul sito www.ventodellaseta-org)
 

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